La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un Platonov visivamente potente

Foto di Manuela Giusto

L’aggressività testosteronica di un giovane uomo può risultare eroticamente conturbante.
Quella un po’ bolsa di un uomo maturo, invece, annoia, quando non irrita.
Platonov, nel testo di Anton Čechov, ha 27 anni e la sua aggressività di giovane maschio è una delle caratteristiche che lo rendono affascinante.
Il Platonov dello spettacolo firmato da Marco Lorenzi per Il Mulino di Amleto ora in scena al Teatro Fontana di Milano, invece, è un uomo canuto e maturo.
La differenza d’età tra i due personaggi porta con sé anche il fatto che il Platonov di Čechov ha la vita nel corpo e il suo essere un maschio irrisolto e privo di coraggio lo rendono un vinto che, però, non vuol rinunciare alla vita.
Il Platonov pensato da Lorenzi, invece, ci pare essere un semplice fallito un po’ patetico a caccia di ciò che la vita gli ha ormai definitivamente negato.

Ciò detto, va subito specificato che il Platonov per la regia di Lorenzi è uno spettacolo intelligente, con ritmi incalzanti e visivamente potente.
E lo è (visivamente potente) a dispetto (o, forse, proprio a causa) di un impianto scenico ridotto all'osso, in cui risalta l’uso suggestivo di una grossa vetrata spostata all'occorrenza dagli attori.

Attori tutti in parte, tutti bravi, a cui va sicuramente il merito di aver reso questo Platonov uno spettacolo emozionante. 
Molto emozionante.
Tra gli attori meritano una menzione particolare Barbara Mazzi bravissima nel ruolo di Sofia; Roberta Calia (Anna Petrovna); Raffaele Musella (Sergej); Yuri D’Agostino (Osip) e, naturalmente, Michele Sinisi nel ruolo del titolo.

Due parole di elogio a Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo che hanno riscritto il testo di Čechov rendendolo snello e diretto. 
Contemporaneo.

Spettacolo da non mancare.

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