Platonov non è un maschio alfa

Platonov è un drammone giovanile e postumo di Anton Čechov assurdamente prolisso (è stato calcolato che per rappresentarlo per intero servirebbero sei ore di spettacolo) e pieno zeppo di personaggi secondari di cui non si avverte la necessità scenica.

Scritto oggi, probabilmente, si concentrerebbe sui tre amici protagonisti e sulle tre donne (più una) che fanno parte della loro vita.
I tre amici sono Platonov stesso, Voinitsev e Triletski. 
Le tre donne Anna Petrovna (vedova e matrigna di Voinitsev), Sofia (moglie di Voinitsev), Sascia (sorella di Triletski e moglie di Platonov).
La quarta donna è la Griekova a cui Triletski fa una blanda corte.

Le donne sono tutte innamorate di Platonov e non perdono occasione, in un modo o nell'altro, di farglielo capire, arrivando anche a proporsi senza alcun ritegno.
Platonov tenta di ricordare loro che è un uomo sposato e che non è il caso che loro lo provochino, ma l’insistenza e la sfacciataggine con la quale le donne gli si offrono fanno sì che, alla fine, il giovane e bel Platonov ceda e si e le comprometta.
Lo sviluppo della trama ha conclusione tragica: una delle donne (la moglie dell’amico) lo uccide.

Sostanzialmente, il drammone, oggi, suscita qualche interesse nel lettore soprattutto per due figure su cui vale la pena soffermarsi: Platonov e Anna Petrovna.

Platonov
Platonov non è un maschio alfa: è sì giovane e bello, ma è un fallito e un tormentato e, in tutti i modi, come detto, tenta di dissuadere le donne dal cadergli ai piedi.
Ha abbandonato gli studi universitari e fa il maestro in un villaggio sperduto nel quale vive con la giovane moglie che non ama e che considera una stupida.
Si invaghisce delle donne, ma - si sospetta - più che sentirsi un predatore, si percepisce come una preda. 

Probabilmente - ma non è esplicitato in alcun modo nel testo - Platonov giocherebbe volentieri il ruolo del giocattolo sessuale in mano a qualche mistress. 
Lo si afferma in quanto alla mogliettina dà da leggere un romanzo di Leopold von Sacher-Masoch (A. II, Quadro II, S. III) di cui non viene detto il titolo. 
Sacher-Masoch (dal cui cognome venne coniato il termine “masochista”) è l’autore del celebre Venere in pelliccia in cui il protagonista si propone come schiavo sessuale a colei che considera una dea. 

Ad ogni modo Platonov dichiara di sentirsi uno spregiudicato, ma il suo atteggiamento è quello del vinto e del giovane irrisolto vittima delle proprie contraddizioni e paure.
Non a caso viene accusato, da una delle donne che gli si sono offerte, di essere contemporaneamente un pietoso dongiovanni e un vigliacco.
Vinto dagli eventi, tenta il suicidio, ma si rende conto di amare la vita nonostante il fallimento. 
Come detto, però, viene ucciso da una donna (e non dal marito tradito di lei, come sarebbe stato “logico” aspettarsi).

Anna Petrovna
Anna Petrovna è una donna troppo presto rimasta vedova.
Ella sente in sé ancora viva la giovinezza e non si fa scrupolo di offrirsi a Platonov per placare i bollenti spiriti e godere appieno della vita.
Al giovane che le ricorda di essere ammogliato, risponde che non vede dove sia il problema: lei giocherebbe volentieri il ruolo dell’amante con cui spassarsela e Platonov potrebbe continuare a vivere accanto alla sua giovane e stupida mogliettina.
Donna intelligente, energica e volitiva, è capace di manovrare le persone e, probabilmente, in lei Platonov vede l’incarnazione di quella dea a cui volentieri - ne avesse il coraggio - si offrirebbe come schiavo sessuale.
Donna evoluta ed emancipata, incoraggia e sprona più di una volta i tre giovani che più le stanno vicino a comportarsi da uomini veri.
Nessuno di loro tre (e non solo Platonov), però, è davvero un maschio alfa e a lei resta il compito di fare da capobranco.

In conclusione, si aggiunge solo che in Platonov ci sono in nuce tutti quegli elementi che hanno fatto grande il teatro di Čechov.