La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Chi sei tu? | Il Ruy Blas de Il Mulino di Amleto

Barbara Mazzi e Yuri D'Agostino

Il Teatro Fontana di Milano ha ospitato in questi giorni la compagnia torinese Il Mulino di Amleto che ha portato in scena il Ruy Blas di Victor Hugo per la regia di Marco Lorenzi.
Uno spettacolo molto bello, recitato assai bene e con una regia intelligente e moderna.
Un gruppo di sei attori assai affiatato ha dato vita al Ruy Blas prendendosi delle licenze, ma rispettando in modo totale quella che è l’essenza del dramma di Hugo: un’indagine sull'identità.

Licenze che hanno fatto diventare lo spettacolo un lungo flash back esplicativo della scena finale; che hanno ridotto sensibilmente il numero dei personaggi; che hanno contratto il dramma riassumendo alcune scene e facendole narrare dagli attori stessi…

Licenze che hanno reso il Ruy Blas un’opera contemporanea al punto che, quando si parla della crisi economica e morale della Spagna del Seicento, si ha l’impressione che, in realtà, ci si stia riferendo all'Italia di oggi.

Yuri D'Agostino e Angelo Maria Tronca

In altre parole, l’operazione teatrale messa in atto dal regista e dai suoi attori ha reso un grande servigio all'autore: un classico parla ai contemporanei se il linguaggio con cui arriva loro è da loro pienamente comprensibile.
E il linguaggio scenico di Marco Lorenzi e dei suoi attori è assolutamente  comprensibile: immediato, contemporaneo, ma non privo di poesia e forza visiva (si veda, a titolo d’esempio, il momento in cui Ruy Blas, completamente nudo, impara a essere un altro e maneggia la spada mettendola nella bocca del suo padrone che si fida talmente del proprio servitore da imporgli il gesto).

Spettacolo, quello di Marco Lorenzi, che fa riflettere, ma, al contempo, diverte lo spettatore che, più di una volta, viene invitato a prendere direttamente parte all'azione scenica. 
E, considerato che gli spettatori (massimo 60 per sera) siedono sul palcoscenico stando a stretto contatto con gli attori, l’invito a partecipare all'azione viene percepito come spontaneo e, addirittura, necessario.
E, con l’entrata degli spettatori nel rettangolo dell’azione scenica, tra la Spagna raccontata da Hugo e l’Italia di oggi si crea un legame in più…

Se del regista si è fatto il nome, ora vanno nominati gli attori, tutti bravi (anzi bravissimi), tutti in parte (alcuni di loro impegnati anche in più di un ruolo, ma si ricorderà solo quello principale): Yuri D’Agostino (Ruy Blas); Francesco Gargiulo (Don Cesare); Barbara Mazzi (la Regina); Anna Montalenti (la duchessa); Alba Maria Porto (Casilda) e Angelo Maria Tronca (Don Sallustio).

Spettacolo da non mancare.

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