La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

L'avvincente Origin di Dan Brown

Origin di Dan Brown è un romanzo avvincente, scritto tenendo ben presenti i ritmi cinematografici.
Una rapida successione di brevi capitoli, nei quali, di volta in volta, il narratore segue da vicino le vicende di uno dei protagonisti. 
Ogni capitolo resta in sospeso, in modo da lasciare in stand by il filo della vicenda relativo a quel personaggio.
Protagonista della storia è l’ormai arcinoto professore Robert Lagdon che, questa volta, è impegnato a portare a termine ciò che aveva iniziato un suo caro amico ed ex allievo, ucciso proprio mentre stava per svelare al mondo una sorprendente scoperta scientifica in grado di minare la credibilità di tutte le religioni.

La trama del romanzo porta il lettore a interrogarsi non solo sulle domande poste di continuo dai personaggi (“Da dove veniamo? Dove andiamo?”), ma anche sul rapporto ormai osmotico tra gli uomini e i loro device tecnologici, oltre che sullo scontro tra scienza e religione.

E non è un caso che uno dei co-protagonisti del romanzo sia Winston, un prototipo evolutissimo di Intelligenza Artificiale.
Un vero deus ex machina, Winston. 
Un artefice oltre che esecutore. 
Un amico affidabile nei confronti del quale anche persone di alto livello culturale come il professor Langdon finiscono per nutrire diversi sentimenti.

E tale atteggiamento è uno di quelli che più fa riflettere del romanzo di Dan Brown: gli uomini si affezionano anche agli oggetti, e più tali oggetti riproducono comportamenti umani, più si finisce per provare sentimenti autentici nei loro confronti, tanto da dimenticarsi, a volte, che si tratta solo di macchine che possono anche diventare spietatamente inumane. 

Altro tema costante del romanzo di Dan Brown è relativo al rapidissimo mutamento in atto nel mondo della comunicazione. 
Oggi, nell’era dei social network e dei blog, l’informazione vincente è quella virale che si diffonde via Web.
Una viralità che, troppo spesso, è purtroppo alimentata dal complottismo (catalizzatore dell’attenzione di spettatori e navigatori del Web), oltre ad essere inquinata dalle fake news.
Ma, sembra dire Dan Brown, chi vuole vincere la sfida della comunicazione deve saper padroneggiare tutti gli strumenti che il Web mette a disposizione.

Di fronte ai temi del rapporto uomo/macchina e delle nuove sfide della comunicazione, il tema dello scontro scienza vs religione appare un po’ datato, anche perché, si sospetta, non in grado di influenzare le radicate convinzioni dei lettori.
Ovvero, chi è ateo resterà ateo e chi credente rimarrà tale anche dopo la lettura di Origin.

Un romanzo, quello di Dan Brown che, a dispetto delle sue 560 pagine, si legge tutto d’un fiato.


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