La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Robert Doisneau | Il piacere di guardare



Fino al 28 gennaio 2018 al Broletto di Pavia è possibile visitare la mostra Robert Doisneau. Pescatore d’immagini curata dall’Atelier Robert Doisneau (Francine Deroudille e Annette Doisneau) con la collaborazione di  Piero Pozzi.


Doisneau (1912-1994) è senza dubbio uno dei fotografi più famosi del Novecento e al Broletto sono esposte 70 delle sue foto più note che ne ripercorrono la carriera e presentano ai visitatori i temi a lui più cari: la Parigi dei bambini, delle donne e degli uomini comuni, degli animali e di qualche noto artista e intellettuale.

Indubbio in Doisneau il piacere di guardare e di ritrarre le persone mentre guardano: i circa 450000 scatti ora conservati nell’Atelier Doisneau sono frutto di ore di “appostamento” del fotografo per le strade e le piazze parigine e diverse di tali fotografie mostrano persone nell'atto del guardare

Doisneau attendeva che il quotidiano si manifestasse in tutta la sua meraviglia (“Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti [... ]” ebbe a dire), per fissare per sempre azioni e istanti con scatti che sembrano “presi al volo”. 
In realtà, non sempre i suoi scatti immortalavano azioni casuali: a volte le persone ritratte venivano messe in posa. 
Successe anche per i celebri fidanzati del suo scatto più famoso: Il bacio dell’Hotel de Ville (1950). Il fotografo, infatti, chiese ai due giovani di mettersi in posa per lui. Ma il risultato ha il sapore di una foto rubata. Di un momento “preso al volo”.
Indubbiamente anche la foto che ritrae Pablo Picasso (I pani di Picasso, 1952) è studiata: l’effetto è ricercato e i panini posti sul tavolo diventano, nell'immagine, le mani del pittore.


Sembra, invece, del tutto casuale Un cane del Pont de Arts (del 1953) in cui si può vedere un passante che sbircia la tela di un pittore che sta ritraendo una modella seduta su una panchina (di cui in foto si vede solo un piede). Il cane del passante (che dà il titolo allo scatto) guarda il fotografo (ovviamente assente dall'immagine). Un moltiplicarsi di sguardi che dicono molto del piacere di guardare
Ma, forse, la foto che in mostra più rimanda a tale piacere di guardare è Creature da sogno (1952) in cui il fotografo ha messo al centro dell’immagine un maschio tatuato in canotta steso su un letto che, mentre fuma, guarda i manifesti attaccati alle pareti che riproducono immagini di donne discinte.

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