La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Il Lotto della Casa di Loreto a Bergamo


Fino al 2 novembre 2017, presso il Palazzo Storico del Credito Bergamasco a Bergamo, è possibile ammirare I capolavori della Santa Casa di Loreto dipinti da Lorenzo Lotto.
Nove tele che per la prima volta lasciano le Marche contemporaneamente per essere mostrati a Bergamo, dove il Lotto visse alcuni anni laboriosi, lasciando vive testimonianze della sua opera.

La mostra, con ingresso libero durante gli orari di apertura del Credito Bergamasco, è curata da Simone Facchinetti ed è accompagnata da un catalogo distribuito gratuitamente.

Tra le nove tele se ne segnalano quattro che colpiscono in modo particolare:
  • il Cristo e l’Adultera del 1548 in cui Cristo compie un gesto pacato, ma fermo con il quale congela/immobilizza la folla ai suoi lati. Al suo fianco l’Adultera che più che un’adultera del Vangelo, è una cortigiana rinascimentale.
  • San Cristoforo tra i Santi Rocco e Sebastiano del 1532-1533, nel quale Cristoforo è un vero e proprio gigante che regge su una spalla il piccolo Gesù che ha appena trasportato da una riva all'altra. Spicca ai lati della scena un Sebastiano adolescente ed efebico, trafitto dalle frecce.
  • San Michele caccia Lucifero del 1545 su cui andrebbe scritto parecchio in quanto si tratta di un dipinto davvero singolare: in esso Lucifero non ha affatto le sembianze di un essere mostruoso e infernale, ma quelle di un bell'efebo, al pari di San Michele che è lontanissimo dall'essere un arcangelo guerriero. Il loro, se non fosse una scena biblica, potrebbe essere quasi un litigio tra ragazzini imberbi e impuberi, tanto che Michele sembra quasi spaventato dalla sua forza e tende una mano verso Lucifero come a volerlo rialzare per impedire che precipiti definitivamente.
  • l’Adorazione del Bambino del 1549, in cui il Bambino tende le braccia verso la croce mostratagli da Giovannino, quasi a prefigurare il proprio destino. Il dipinto è un vero capolavoro e coinvolge lo spettatore anche grazie all'uso sapiente di colori caldi e alla luce che pare irradiarsi direttamente dal piccolo Gesù.

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