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L'Amleto di Ian McEwan

Nel guscio di Ian McEwan edito da Einaudi è la storia di Amleto vista da un punto di vista decisamente inconsueto: non solo, come spesso accade a teatro per il testo di Shakespeare, la vicenda è attualizzata e ambientata ai giorni nostri, ma Amleto è ancora in stato fetale, per quanto prossimo alla nascita.
Il feto protagonista e voce narrante è, come Amleto, più incline al pensiero piuttosto che all'azione (ma nel caso del feto di McEwan l’inazione è comprensibilmente dovuta all'impossibilità materiale) e, come il personaggio di Shakespeare, il feto del romanzo di McEwan ragiona sul sentimento della vendetta e se essa vada attuata e come.

A gridare vendetta, in Shakespeare come in McEwan, è l’assassinio del padre ad opera della madre e del fratello del padre ora amante della madre. 
Ma, a differenza di ciò che avviene in Shakespeare, in McEwan il feto assiste, da un punto di vista “privilegiato”, a tutte le fasi del delitto: dalla progettazione alla realizzazione.
Un feto combattuto tra l’amore viscerale verso la madre e l’odio nei confronti di coloro (madre e zio) che lo stanno rendendo orfano ben prima che lui sia a tutti gli effetti (l’essere o non essere dell’Amleto, qui diventa l’essere e non essere in quanto feto e non ancora neonato).

Nel romanzo, McEwan conduce con il lettore un gioco sottile di continui rimandi all’Amleto di Shakespeare, sia espliciti, sia impliciti (ad esempio, pare di poter dire che la sozzura e la decadenza della magione in cui vivono i protagonisti della storia di McEwan sia una “visualizzazione” della famosa metafora “C’è del marcio in Danimarca” pronunciata all'inizio dell’Amleto di Shakespeare); ma il romanzo può essere letto e gustato anche da quanti non padroneggiano appieno il testo di Shakespeare.
Inoltre, essendo McEwan un grande scrittore (uno dei migliori del mondo), la vicenda narrata nel romanzo resta pienamente comprensibile e godibile anche senza avere la minima idea di cosa avvenga nell’Amleto di Shakespeare. 
Si tratta, infatti, a tutti gli effetti, del racconto della preparazione di un delitto e di come il testimone involontario del medesimo tenti di sventarne l’esecuzione… 
Una trama che non può non risultare avvincente per molti lettori. 

Pur non svelando qui la sottile vendetta messa in opera dal feto, non si può tacere del fatto che le ultime pagine del romanzo sono, a parere di chi scrive, una delle più belle e originali descrizioni di un parto che si possono leggere in letteratura.

Concludendo, Nel guscio è un libro di cui si consiglia vivamente la lettura.

Leggi anche la recensione a Miele di McEwan 

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