La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Giuda, il primo e ultimo cristiano

Giuda di Amos Oz edito da Feltrinelli è davvero un bel romanzo.
Protagonista ne è il giovane Shemuel Asch in piena crisi esistenziale: la ragazza lo ha lasciato per un altro con cui si è sposata e la tesi che sta scrivendo su come Gesù sia stato narrato nella cultura ebraica è a un punto morto.
Shemuel decide, quindi, di lasciare l’Università e di accettare un lavoro retribuito con vitto, alloggio e misera paga presso la casa di un vecchio e di una donna che ha il doppio dell’età dell’ex studente.
Il lavoro consiste nel dialogare con il vecchio e ben presto Shemuel si innamora della donna che gli paga lo stipendio.
Shemuel finisce per raccontare della sua tesi al vecchio e di come si sia accorto che, al fianco di Gesù, vi sia un’altra figura di rilievo: Giuda, di cui i testi ebraici, praticamente, non parlano mai.

Il romanzo, dunque, procede su un doppio binario: da un lato la storia principale che narra le vicende di Shemuel all’interno della casa, il suo amore per Atalia e i tentativi di conquistarla, i suoi discorsi con il vecchio che lo portano a nutrire per lui un sentimento d’affetto; e dall’altro lato, in parallelo, la storia di Gesù dal punto di vista degli ebrei e, soprattutto, quella di Giuda (dal punto di vista di Shemuel).
Due storie, quella di Shemuel e quella di Gesù e Giuda di pari interesse per il lettore (specie per quello di cultura cristiana).
Entrambe le storie hanno un finale amaro. Quella di Gesù e Giuda è noto; mentre quello della presenza di Shemuel nella casa del vecchio e di Atalia qui non si svela.

L’interesse della storia di Gesù per un lettore di radici cristiane non sta solo nel fatto che Oz ricostruisce “la fortuna” del profeta all’interno dei testi dei sapienti di religione ebraica; ma anche per come la figura di Giuda viene vista da Shemuel e per come lo studente analizza le motivazioni dell’apostolo.
Giuda, nella visione di Shemuel, è ben altro dall’essere il traditore di Gesù, ma è, invece, 
il primo e ultimo cristiano, l’unico cristiano che non ha abbandonato Gesù neanche per un attimo né l’ha rinnegato, l’unico cristiano che ha creduto nella natura divina di Gesù sino al suo ultimo momento sulla croce, il cristiano che ha avuto fede sino alla fine nella resurrezione di Gesù [...] l’unico cristiano morto con Gesù, che non gli è sopravvissuto, l’unico veramente distrutto dalla morte di Gesù, [...]
Un romanzo, Giuda di Amos Oz, di cui si consiglia un’attenta lettura.

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