La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Il corpo nudo dello scrittore

Hermann Hesse
Sono tanti gli scrittori che, anche in passato, si sono fatti fotografare completamente nudi.
Ciò potrebbe sorprendere, specie se si pensa che molti degli scrittori di cui si parla erano assai famosi quando decisero di mettersi in posa senza veli.
Ovvero, le loro fotografie nature non erano mosse pubblicitarie atte a renderli celebri (magari con uno scandaletto montato ad arte), ma erano scatti a persone celebri che accettavano (o chiedevano) di essere immortalate nude.


Gabriele D'Annunzio
Non è, ovviamente, possibile indagare le motivazioni che portarono ognuno di tali scrittori a scegliere di posare nudo.
Vale la pena, però, riflettere che, probabilmente, nessun altro artista come uno scrittore (e con il termine si intende indicare anche il poeta) è abituato a mostrare se stesso al proprio pubblico di lettori. 
Abituato, se grande scrittore, a mettere a nudo la propria anima. 
Abituato, se sincero, a dare corpo alle emozioni. 
Abituato a fare di se stesso scrittura, anche quando sta parlando d’altro.
E quando uno di tali scrittori riversa il proprio mondo sulla pagina, non può nascondersi dietro alcun paravento. Le sue parole, nel bene e nel male, lo rivelano.

Pier Paolo Pasolini
Pensando, quindi, a come uno scrittore sia abituato a mettersi a nudo, a mostrare le proprie emozioni più intime, diviene abbastanza facile immaginare come per lui non sia poi così diverso mostrare il proprio corpo nudo, avendo superato da tempo i limiti imposti dal pudore.
Cosa c’è di più lontano dal comune senso del pudore, infatti, che il descrivere minuziosamente le proprie emozioni (anche quelle più segrete e inconfessabili)?
Mostrare il corpo, allora, diventa quasi un modo per completare l’Opera. Un mostrare la propria intimità per intero. Unire arte e vita. Anima e corpo. 

Allen Ginsberg
Ma, anche, un ricordare ai propri lettori che uno scrittore non vive solo di parole, ma anche di corpo, di materia (fatto che per alcuni è ancora rivoluzionario). 
Il corpo, per uno scrittore, è, infatti, importante al pari della parola: è il tramite attraverso il quale conosce e assimila la realtà che lo circonda.
Attraverso il proprio corpo uno scrittore consente agli altri di scrivere sulla sua lavagna interiore.

Mostrare il corpo nudo può, allora, essere anche un modo per dimostrare agli altri di non essere un artista inavvicinabile, ma di essere pronto al contatto; alla relazione. A un rapporto alla pari, da uomo a uomo.

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