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Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

Condannato a vivere

Valerio Mello torna in libreria con un nuovo libro di poesie: Giardini pensili, edito da La Vita felice. Si tratta di un libro difficile, nel quale Mello fa uso di versi densi e misteriosi con i quali si ha l’impressione voglia nascondere, più che svelare, la verità del suo Io. Versi che, a volte, sembrano volersi condensare, solidificare, in un grumo di sofferenza. Sì, perché quelle di Mello sembrano parole sanguinanti. Il suo è, infatti, un «giardino delle ceneri e del vuoto» che, sebbene torni a fiorire, sembra restare immoto. Giardini pensili quelli in cui il Poeta si muove, ossia, giardini sospesi, in quanto non ancorati al suolo. Una metafora, il titolo, che sembra rimandare a uno stato di sospensione dell’anima. Come se l’Autore volesse indicare, con il titolo del suo libro, il mood in cui, forse, si trova egli stesso: sospeso in un limbo tra la vita e l’apatia. Non stupisce, allora, che si possa «resta<re> intrappolati | in un paio di guanti da giardino» nel mondo “pensile” …

Quando la macchia si fa ammirare. I Macchiaioli a Pavia

Da oggi e fino al 20 dicembre prossimo, presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia è possibile visitare la mostra I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo, organizzata da ViDi, e curata da Simona Bartolena, con la collaborazione di Susanna Zatti. L’esposizione pavese intende sottolineare il carattere innovativo dell’arte pittorica dei Macchiaioli che, lontani dalla levigatezza dei pittori accademici, dipingevano scene prese dal vero e con soggetti, spesso, di natura minore o bozzettistica, sempre, comunque, con un’attenzione alla luce e alla resa materica della stessa, attraverso un uso denso della pennellata. Furono, spregiativamente, definiti, per questo, “macchiaioli” e loro, in tale definizione, si riconobbero al punto da assumerla a mo’ di manifesto pittorico.  La loro arte, che si sviluppò nella seconda metà dell’Ottocento, mentre si stava unendo l’Italia, è spesso stata considerata un fenomeno regionale, non all’altezza dei grandi movimenti artistici che…