Passa ai contenuti principali

L'abito fa la regina

Un abito appartenuto a Maria Cumani Quasimodo
Se è vero che una persona dal portamento elegante, anche se indossa uno straccetto, resta elegante; è altrettanto vero che tale persona, con l’abito giusto, quello di alta sartoria, diventa regale.
A Palazzo Pitti a Firenze, con Donne protagoniste del Novecento, se ne ha la prova: nella Galleria del Costume, infatti, sono esposti diversi vestiti facenti parte del corredo di alcune donne famose del secolo scorso che, indossati da loro, le rendevano simili a delle regine.
Abiti realizzati, spesso, da grandi sarti e che rivelano un lavoro artigianale altissimo, degno di essere esposto in un museo.
Certo, non tutti i vestiti hanno resistito al mutare del gusto e della moda, ma tutti, oltre ad aver partecipato a crearle le mode, rivelano molto della personalità di chi li indossava.
Vestiti che raccontano di un tempo in cui partecipare a un evento richiedeva cura e rispetto delle convenzioni e degli altri. In cui ogni abito faceva il monaco o, in questo caso, la Signora.
E allora, la mente, non può fare a meno di immaginare ricevimenti sfarzosi, durante i quali si conversava educatamente e ai quali ci si presentava solo se adeguatamente abbigliati. Una compostezza esteriore che era indice di rigore mentale. 

A Palazzo Pitti sono esposti abiti di differenti sarti/stilisti, ma, assai opportunamente, essi non sono riuniti e mostrati al pubblico in base al nome di chi li ha confezionati, bensì di chi li ha indossati. 
Questo, perché, come detto, l’abito rivela la personalità di chi lo indossa(va) e, anche quando i vestiti esposti furono confezionati da mani differenti, essi appaiono consoni alla personalità della donna a cui quella particolare sala del museo è dedicata.
Le donne di cui si può ammirare “l’armadio” sono assai diverse tra loro per stili di vita e professioni: ad esempio, ci sono attrici divine come Eleonora Duse; danzatrici moderne come Maria Cumani Quasimodo; cantanti sofisticate come Patty Pravo. Ma ci sono anche stiliste come Rosa Genoni e designer come Susan Nevelson, o donne dell’Alta Società come la contessa Antonella Cannavò Florio...


La mostra, ideata da Caterina Chiarelli e allestita da Mauro Linari, va vista non solo da coloro che amano la bellezza e/o il glamour, ma anche da quanti pensano che l’arte non si esprima solo attraverso la pittura o la scultura, ma anche con l’ago e il filo.

Commenti

Post più letti

Adriano Celentano raccontato da Sergio Cotti

Intervista video a Sergio Cotti autore del libro Adriano e Celentano. Un po' artista, un po' uomo edito da Arcana. Nell'intervista Cotti spiega il perché del titolo del libro e racconta quali sono, a suo avviso, le differenza tra l'uomo Adriano e il personaggio Celentano. Inoltre anticipa che alcune interviste a personaggi famosi realizzate per il volume sono state caricate interamente su YouTube e racconta della sua conoscenza personale con Celentano. Infine traccia un bilancio dei 60 anni di carriera dell'artista che ricorrono quest'anno.
Il libro di Cotti su Celentano è disponibile su Amazon

Alessandro Magno

Chi era Alessandro Magno? A tale domanda tenta di dare una risposta Hans-Joachim Gehrke nel suo libro dedicato al grande condottiero e pubblicato in Italia da Il Mulino.  Gehrke spiega ai lettori il contesto storico-politico nel quale Alessandro nacque (nel 356 a. C.) e crebbe: una Macedonia che si avviava a diventare parte della “nazione” greca grazie alle misure adottate dal padre di Alessandro, Filippo il macedone. Costui era – come allora si usava in Macedonia – poligamo e la madre di Alessandro, Olimpiade, era la sua quarta moglie.  Alessandro, su volere di suo padre, fu istruito alla greca: insieme ai fanciulli della sua età appartenenti alle famiglie illustri della Macedonia fu educato dal filosofo Aristotele, figlio del medico personale di Filippo. Tra coloro che ricevettero gli insegnamenti del grande filosofo greco vi era anche Efestione, colui che sarebbe diventato la persona più importante nella vita di Alessandro.

Il corpo nudo dello scrittore

Sono tanti gli scrittori che, anche in passato, si sono fatti fotografare completamente nudi. Ciò potrebbe sorprendere, specie se si pensa che molti degli scrittori di cui si parla erano assai famosi quando decisero di mettersi in posa senza veli. Ovvero, le loro fotografie nature non erano mosse pubblicitarie atte a renderli celebri (magari con uno scandaletto montato ad arte), ma erano scatti a persone celebri che accettavano (o chiedevano) di essere immortalate nude.