La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Salone del Libro 2015

Dopo qualche anno sono tornato al Salone del Libro di Torino.
Ho saltato un paio di edizioni, perché l’ultima che avevo visto (nel 2012) mi aveva lasciato un brutto ricordo. Mi era, infatti, sembrata caotica e dispersiva e mi ero detto che, tutto sommato, era inutile andarci tutti gli anni.
Lunedì 18, complice il fatto che nel pomeriggio avrei partecipato all’ostensione della Sindone, la mattina l’ho trascorsa al Salone.
Devo dire che l’impressione è stata positiva.
Mi è sembrata un’edizione più ordinata e le persone con cui mi sono relazionato nei vari stand mi sono, complessivamente, parsi assai disponibili e cortesi.
Qualche stand, poi, mi ha colpito perché diverso dal solito e ho apprezzato il tentativo di creare dei percorsi tematici (Torino e Piemonte, la cucina…) all’interno dei diversi padiglioni.


Ad ogni modo, secondo me, il Salone è ancora troppo centrato sugli editori e molto meno sui lettori: tutto è pensato per dare visibilità ai singoli editori e il lettore e i suoi interessi (per soddisfare i quali si scrivono i libri) sono dimenticati.
Bisognerebbe, invece, mettere al centro il lettore e creare per lui molti più percorsi tematici, in modo da rendere palese al visitatore che i suoi interessi possono essere soddisfatti dalla lettura dei vari libri stampati su quell'argomento. 
In fondo, si chiama Salone del Libro… e non Salone degli Editori! 

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