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Leonardo da Vinci tra arte e scienza

La Belle Ferronnière
Dal 16 aprile al 19 luglio 2015 a Palazzo Reale di Milano è aperta al pubblico la più grande esposizione che sia mai stata dedicata in Italia a Leonardo da Vinci.
La mostra milanese (coprodotta dal Comune di Milano e Skira), curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, costata più di cinque anni di intenso lavoro, coniuga rigore scientifico e volontà divulgativa.

L’esposizione presenta sia i lavori del Leonardo artista, sia gli studi del Leonardo scienziato e ingegnere militare, rendendo di plastica evidenza come il genio vinciano procedesse simultaneamente e parallelamente nei più diversi campi.

Va detto subito che la mostra milanese è non solo rigorosa, ma affascinante e imperdibile: davvero si ha un quadro reale e completo del complesso sistema di studi che coinvolse Leonardo nella sua vita e di come egli eccellesse in diverse e disparate discipline.
Completezza espositiva ottenuta anche dal fatto che a Palazzo Reale sono presenti oltre 200 opere, tra dipinti, disegni, codici manoscritti e sculture provenienti da circa 100 musei di tutto il mondo, dal Louvre di Parigi alla collezione privata della regina Elisabetta II; dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano alla National Gallery of Art di Washington; dalla Galleria degli Uffizi di Firenze alla National Gallery di Londra; dal British Museum ai Musei Vaticani; dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia al Museu National de Arte Antiga di Lisbona...

I curatori hanno scelto di mostrare Leonardo nel contesto storico in cui visse (ossia il Rinascimento italiano), esponendo sia capolavori di arte figurativa dei pittori a lui contemporanei, sia studi tecnici di altri ingegneri rivali del vinciano nell’arte di progettare macchine militari.
Ecco, allora, che, accanto ai capolavori di Leonardo, si possono ammirare quelli di Antonello da Messina, Botticelli, Ghirlandaio, Verrocchio, Bramante, Perugino...; ma anche disegni di macchine e di fortezze di altri ingegneri.
Il risultato è non solo di rara bellezza, ma di lampante chiarezza: Leonardo non ha operato in un’Italia desertica, bensì in quella che, all’epoca, era la patria della Cultura, dell’Arte e della Scienza.
Se possibile, il genio leonardesco ne esce addirittura accresciuto, perché egli seppe, come nessuno, fondere l’arte e la scienza e mettere l’una al servizio dell’altra e viceversa: le strabilianti doti di disegnatore di Leonardo aiutarono il Leonardo studioso della Natura e dell’Uomo: le capacità di osservazione e analisi dello scienziato favorirono l’artista nella resa pittorica dei moti dell’animo.


L’esposizione è divisa in 12 sezioni e in ognuna di esse sono presenti capolavori (non solo leonardeschi) davvero imperdibili.
Essendo impossibile elencare tutte le opere straordinarie esposte a Palazzo Reale, ci si ferma solo su quelle figurative di Leonardo che, da sole, valgono la visita alla mostra. 
Sono, infatti, visibili il San Girolamo della Pinacoteva Vaticana; la Madonna Dreyfus di Washington; la Scapiliata della Galleria Nazionale di Parma; il Ritratto di Musico dell’Ambrosiana di Milano; l’Annunciazione del Louvre; la Belle Ferronnière e il San Giovanni Battista; ma anche opere grafiche strepitose come il Disegno di un giglio (The Royal Collection); l’arcinoto Uomo Vitruviano (Gallerie dell’Accademia di Venezia); l’Ercole stante visto di spalle...

Monumentale (oltre 600 pagine) il catalogo edito da Skira. Curato da Marani e Fiorio, esso, oltre a riprodurre le opere esposte, presenta una ventina di saggi scritti dai massimi studiosi mondiali di Leonardo e meriterebbe una recensione ad hoc.

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