La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

A 20 anni dal primo Montalbano...

Venti anni fa (era il 1994), per i tipi della Sellerio, usciva il primo romanzo della serie dedicata al commissario Montalbano: La forma dell’acqua di Andrea Camilleri che, ora, torna in libreria.

Si tratta di un romanzo molto ben scritto, con un ritmo narrativo serrato e la caratteristica lingua di Camilleri. 
Una lingua mista a dialetto e a invenzione pura, vivissima e capace di entrare nell’anima del lettore.
E, a proposito del dialetto siculo, bellissima è la descrizione che lo stesso Camilleri ne fa a inizio di romanzo:
[...] dialetto incomprensibile, fatto più di silenzi che di parole, d’indecifrabili movimenti delle sopracciglia, d’impercettibili increspature delle rughe.
Dialetto che, però, Camilleri è in grado di rendere comprensibile ed espressivo anche senza il supporto della mimica facciale!

Nel romanzo è presente, come un basso continuo, un’ironia amara che si fa sarcasmo, come nel passo seguente, in cui l’Autore sta parlando dello sfruttamento della prostituzione:
La carne fresca in maggioranza proveniva dai paesi dell’est, finalmente liberati dal giogo comunista che, come ognuno sa, negava ogni dignità alla persona umana: tra i cespugli e l’arenile della mànnara, nottetempo, quella riconquistata dignità tornava a risplendere.

Nel libro Montalbano è alle prese con una morte che non lo convince: il cadavere, infatti, è sì morto per cause “naturali” (un infarto), ma è morto in un luogo che non si addice alla sua storia personale, fatta di calcolate mosse nell’ombra. 
Il cadavere, infatti, è stato ritrovato in un luogo ben noto perché usato, dai clienti delle prostitute, per apparsi e consumare i loro fugaci rapporti sessuali. 
Un luogo troppo squalificato, che il morto (un noto politico locale) non frequentava affatto, per non esporsi ai rischi di un ricatto…
Montalbano, nonostante non si tratti di un caso di palese omicidio, inizia a indagare ugualmente e la verità cui arriva lo porta lontano da quel luogo degradato…

Va detto che, in questo primo romanzo, Montalbano appare come contraddittorio: è descritto come persona onesta e fedele, ma, al contempo, non esita a occultare delle prove che incastrerebbero una donna che lui crede, invece, innocente. 
Si dimostra, inoltre, comprensivo con la povera gente che vive di espedienti ed evita di fare arrestare un assassino... 
Si comporta come «un dio di quart’ordine, ma sempre dio» (per usare le parole che Camilleri mette in bocca a Livia, la storica fidanzata di Montalbano).

Un romanzo, La forma dell’acqua, che si legge tutto d’un fiato e che non ha perso smalto, né (purtroppo) di attualità: si parla di mafia, politici collusi e corrotti, degrado, disoccupazione…


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