Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Frammenti di un discorso doloroso

Pubblicata nel 2012 da Archinto, la raccolta poetica Il giardino e i passi di Carlangelo Mauro si snoda, di pagina in pagina, come un doloroso rosario laico.
Le poesie di Mauro, sembrano, infatti, essere frammenti di un unico discorso pieno di dolore, interrotto e ripreso nel tempo infinite volte; «frammenti di un parlare | disperso divenuto fango | pulviscolo sui muri».

Dolore, quello presente nei versi di Mauro, espresso con ritegno, con pudore.
Dolore per la fragilità dei corpi, destinati a diventare ombre, «scarti da smaltire».
Dolore per le voci che risuonano ancora solo nei ricordi.
Ricordi evocati puntando l’attenzione sui dettagli, lasciando il resto al passato.

A rinforzare la sensazione del frammento, il fatto che le poesie di Mauro non hanno titoli (se non in rari casi) e iniziano tutte con una lettera minuscola, come a voler significare che il primo verso altro non è che il prosieguo del discorso.
Un discorso che parla di uomini e donne che non ci sono più. Che hanno sofferto in vita e in morte. La cui assenza è presenza dolorosa per il Poeta. 

Un voce poetica non facile, quella di Mauro, che sembra essersi assunto il compito di «proteggere il poco delle parole» degli uomini e donne comuni, «foglie disperse» che, senza l’opera di Mauro, sarebbero destinate a restare «senza racconto o rima».

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