La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Frammenti di un discorso doloroso

Pubblicata nel 2012 da Archinto, la raccolta poetica Il giardino e i passi di Carlangelo Mauro si snoda, di pagina in pagina, come un doloroso rosario laico.
Le poesie di Mauro, sembrano, infatti, essere frammenti di un unico discorso pieno di dolore, interrotto e ripreso nel tempo infinite volte; «frammenti di un parlare | disperso divenuto fango | pulviscolo sui muri».

Dolore, quello presente nei versi di Mauro, espresso con ritegno, con pudore.
Dolore per la fragilità dei corpi, destinati a diventare ombre, «scarti da smaltire».
Dolore per le voci che risuonano ancora solo nei ricordi.
Ricordi evocati puntando l’attenzione sui dettagli, lasciando il resto al passato.

A rinforzare la sensazione del frammento, il fatto che le poesie di Mauro non hanno titoli (se non in rari casi) e iniziano tutte con una lettera minuscola, come a voler significare che il primo verso altro non è che il prosieguo del discorso.
Un discorso che parla di uomini e donne che non ci sono più. Che hanno sofferto in vita e in morte. La cui assenza è presenza dolorosa per il Poeta. 

Un voce poetica non facile, quella di Mauro, che sembra essersi assunto il compito di «proteggere il poco delle parole» degli uomini e donne comuni, «foglie disperse» che, senza l’opera di Mauro, sarebbero destinate a restare «senza racconto o rima».

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