La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La grande bellezza


La grande bellezza di Paolo Sorrentino è un film denso come un romanzo e feroce come un pamphlet.
In esso il regista descrive e si fa beffe di un ambiente sociale preciso e ben delineato: quello aristocratico e alto borghese fatto di gente nullafacente che tenta di porre rimedio alla noia tra una cena e una festa, tra un evento artistico e una scopata. 
Gente morta dentro che perde la vita senza neppure rendersene conto.
Persone di dubbio gusto che sporcano, al pari di sozzi scarafaggi, la grande bellezza romana.
E non è un caso, forse, che spesso il regista tenda a riprendere tali individui con panoramiche dall’alto: li appiattisce al suolo e ne evidenzia il loro essere miserabile. 
Come non è un caso il contrasto ripetutamente segnato dalla regia tra le feste brulicanti e sguaiate, frequentate da tali personaggi, e la deserta e maestosa bellezza di Roma.

In mezzo a tali persone si muove, apparentemente a suo agio, il protagonista, impersonato da uno strepitoso Toni Servillo (un colosso della recitazione mondiale). Uno scrittore che, alla soglia della vecchiaia, si accorge che le crepe che si sono aperte dentro di lui mentre perdeva il tempo a vivere la mondanità si sono fatte profonde e lo chiamano a una valutazione impietosa della sua vita. Crepe che vorrebbero essere riempite di valori, di bellezza, di senso, di spiritualità…
Ma lo scrittore (di un solo libro) si è circondato di persone inconsistenti e neppure l’incontro con un cardinale (il bravissimo Roberto Herlitzka) può portargli giovamento: infatti, si tratta di persona ugualmente fasulla impegnata a “indottrinare” gli altri con ricette di cucina…

Accanto a Servillo, oltre al già ricordato Herlitzka, vanno menzionati almeno Carlo Verdone, Pamela Villoresi e Galatea Ranzi.
Un film non facile che vale la pena vedere con attenzione.

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