La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Camorra export

La Gomorra di Barcellona di Joan Queralt pubblicato in Italia dagli Editori Internazionali Riuniti è un saggio sulla presenza della criminalità organizzata italiana (nello specifico la Camorra) a Barcellona.

Un testo lucido, documentato, che rivela come l’Autore abbia una precisa conoscenza non solo della realtà spagnola, ma anche di quella italiana.
Conoscenza delle vicende italiane necessaria, non solo perché la Camorra (così come la si conosce) è “made in Napoli”, ma perché il filo doppio che lega i camorristi operanti a Barcellona con quelli rimasti in Italia non si è mai spezzato e quanto avviene sulle sponde italiane del Mediterraneo ha effetti su quelle spagnole e viceversa.
Un legame, quello tra Spagna e Italia che ha origini antiche, se è vero che la Camorra (quella storica) nasce in Spagna e viene esportata a Napoli durante il periodo in cui gli spagnoli regnarono nel Sud Italia.


Un libro, quello di Queralt che, non solo descrive i misfatti perpetrati in Spagna dai camorristi napoletani, ma “mette in dito nella piaga”, spiegando assai bene come le attività illegali dei camorristi proliferino grazie alla complicità di una serie di persone legate al mondo imprenditoriale, economico, finanziario e politico.
Una “complicità” senza la quale non sarebbe possibile per i camorristi radicarsi nel territorio e trasformare il “denaro sporco” ricavato con le loro attività illegali, in “denaro pulito” da far circolare nell’economia legale.
Intrecci, quelli tra mondo criminale e il resto della società, tanto stretti che è diventato difficile tracciare un confine netto proprio tra ciò che è finanziariamente illegale e ciò che è legale, complice anche la mancanza di regole ferree voluta da coloro che praticano il liberismo economico più sfrenato.

Intrecci nati per varie ragioni, tra le quali il fatto che, nel mondo globalizzato di oggi, l’economia legale ha sempre più bisogno, se vuole essere competitiva, dei soldi provenienti dall’economia illegale.
A beneficiare degli illeciti, dunque, non sono solo i camorristi…
Ciò, spiega, anche il perché spesso la politica non adotti seri provvedimenti per contrastare il crimine: ne è - in tutta Europa - complice e beneficiaria. 
Nei casi “migliori”, invece, semplicemente sottovaluta i rischi, pensando che le attività della criminalità organizzata siano davvero pericolose solo quando lasciano cadaveri sulle strade. Una posizione miope che rischia di compromettere anche le azioni di quanti (e sono tanti), specie dalle fila della magistratura, combattono contro tutte le mafie.

Ma il crimine organizzato potrà essere davvero sconfitto, avverte l’Autore, solo quando la società tutta (e non solo la magistratura) si mobiliterà contro le attività criminali, diventando intollerante di fronte a tutti gli atti (piccoli e grandi) illegali e smettendo di comprare quei beni e servizi (dalle sigarette di contrabbando al traffico di esseri umani) venduti da camorristi e affini.
Un cambiamento di mentalità, una presa di coscienza che non può non essere collettiva.

Ma, avverte l’Autore, bisogna agire subito, prima che i confini tra lecito e illecito svaniscano del tutto e la democrazia così come la conosciamo venga soppiantata da regimi ai cui vertici staranno saldamente i boss della malavita.

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