La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Giacobbo il catechista

Conosciamo davvero Gesù? di Roberto Giacobbo edito da Mondadori RaiEri è un saggio dalla scrittura scorrevole e di piacevole lettura, nel quale il Saggista, noto al pubblico televisivo per essere l’autore e il conduttore di Voyager, sembra tenere, sull’oggetto del suo studio, una posizione “sobria”. 
Egli, per scrivere la biografia dell’uomo Gesù, si affida a quanto scritto da autorevoli studiosi e alcuni di essi intervista personalmente, piacevolmente variando, in tal modo, il ritmo del suo saggio.
Giacobbo, in altre parole, nel raccontare la figura di Gesù, sembra volersi mantenere sul piano della ricostruzione storica, quella che si affida a fonti autorevoli e a ritrovamenti archeologici.
Ma, al lettore accorto, non sfugge come Giacobbo tenda a convalidare quanto scritto nei quattro Vangeli canonici, anche quando questi si fanno paradossali, affermando che proprio la paradossalità di quanto scritto è prova dell’autenticità della fonte. 
Tende, inoltre, a convalidare il dettato evangelico come fonte attendibile anche per quegli episodi che gli storici (quelli di professione) tendono a catalogare come fantasiosi, come nel caso della “strage degli innocenti” che, appunto, gli studiosi affermano non essere mai avvenuta.
Proprio a proposito della “strage degli innocenti”, Giacobbo, per avvalorare quanto affermato nei Vangeli, arriva a fare un vero profilo psicologico di Erode… 
Là dove, invece, la “disputa” tra studiosi (storici, biblisti, archeologi…) si fa troppo ardua da dirimere, Giacobbo si affida a quanto sull’argomento ha scritto… Benedetto XVI, in tal modo dando al papa emerito l’ultima e definitiva parola sulla questione. Ma papa Benedetto XVI è un teologo... al quale si fa bene a ricorrere se si vuole parlare del Cristo (ossia della divinità), piuttosto che di Gesù (ossia dell'uomo).

Una scelta di campo precisa, quella di Giacobbo, che gli fa smettere le vesti dello storico, per assumere quelle del catechista della Chiesa cattolica romana.

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