Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

L'elaborata semplicità degli abiti della Cortese

Un abito di Roberto Capucci
Fino al 10 novembre è possibile vedere gratuitamente la mostra Valentina Cortese. Uno stile, allestita da Elisabetta Invernici e Antonio Zanoletti a Palazzo Morando in via Sant’Andrea 6 a Milano, nella quale vengono esposti al pubblico una cinquantina di abiti di Valentina Cortese provenienti dal suo fornito guardaroba (che pare custodisca più di 180 abiti) e firmati da celebri stilisti come Capucci, Dior, Galante, Mila Schön, Ferré, Valentino…
Abiti che hanno contribuito alla definizione del personalissimo e inconfondibile stile della grande attrice: elegante ma sobrio, semplice ed elaborato al medesimo tempo. Unico sempre.
Una elaborata semplicità, quella cercata dalla Cortese, ottenuta, spesso, grazie all’uso di abiti all’apparenza semplicissimi: a volte “solo” delle “tuniche” sulle quali “posare” delle cappe ricamate con motivi complicatissimi.
Abiti che all’apparenza sembrano “fatti di nulla”, “leggerissimi”, “impalpabili”, ma che, in realtà, possono arrivare a pesare anche 13 Kg. Peso che, grazie alla leggiadria con la quale la Cortese li indossa, scompare agli occhi dell’osservatore.
In mostra spiccano gli abiti firmati da Roberto Capucci e da Maurizio Galante che hanno avuto modo di vestire la Cortese assai spesso.
Lo scialle donato da Visconti
Va, poi, ammirato uno scialle ricamato a mano donato all’attrice da Luchino Visconti: un vero capolavoro che toglie il respiro.
Va detto, infine, che la collocazione degli abiti all’interno della pinacoteca di Palazzo Morando sembra assai indovinata, perché rende giustizia dell’alto lavoro artistico/artigianale con il quale tali abiti sono stati realizzati.
In mostra anche alcuni accessori dell’attrice, come le scarpe e i ventagli.
Da vedere.

Da martedì a domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30.
Ingresso libero.
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Twitter: @daniloruocco

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