La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La Universal rende omaggio al Maestro Alfred Hitchcock

Una foto promozionale di un
film di Hitchcock

Da oggi e fino al 22 settembre prossimo a Palazzo Reale di Milano è possibile visitare la mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures.
Vengono esibite al pubblico una settantina di fotografie scattate sui set di celebri film del Maestro del brivido, da Psyco a La finestra sul cortile; da La donna che visse due volte a Gli uccelli (di cui quest’anno ricorre il cinquantenario).
Una mostra che nelle intenzioni della Universal Pictures (che l’ha curata) intende portare su pannello i “contenuti extra” che è possibile trovare nei DVD. Oltre alle foto di scena, quindi, in mostra è possibile vedere cinque filmati appositamente realizzati dal critico cinematografico Gianni Canova che illustrano il cinema di Hitchcock e ascoltare alcune delle colonne sonore che tanta parte hanno avuto nei film del Maestro inglese.
Proprio la sala dedicata alle colonne sonore, a parere di chi scrive, è quella che più riesce a emozionare il visitatore, in quanto gli richiama immediatamente alla memoria intere sequenze di film.
Basta, infatti, ascoltare la sigla iniziale di Psyco per “entrare” nel clima del film o udire “gli archi” della scena delle pugnalate sotto la doccia per rivederla nella memoria.
E che dire di Que sera sera? La canzone fu appositamente composta per L’uomo che sapeva troppo e il suo motivetto (oltre a essere diventato celebre in tutto il mondo) aiuta a spiegare uno dei grandi risultati di Hitchcock: riuscire, grazie al taglio delle inquadrature e alla mimica degli attori, a tenere in tensione lo spettatore anche mentre sullo schermo si canta una canzoncina innocente...
Canzoncina, poi, il cui testo potrebbe essere preso come manifesto del cinema di Hitchcock, specie quando recita «The future's not ours to see», ovvero, liberamente, «Non siamo padroni del Futuro, perché noi lo si possa vedere»... e, spesso, nei film del Maestro, uno dei personaggi sembra aver previsto il futuro (o sembra poterlo/volerlo modificare), ma un imprevisto modifica le aspettative...
Oltre alla sala dedicata alle colonne sonore, che è l’ultima, anche la sala che la precede è in grado di emozionare il visitatore: a tutta parete, infatti, viene proiettato un primo piano di Anthony Perkins in Psyco. Che brividi che dà quel volto che sembra sorriderci con fare innocente e timido... Che grande Maestro Hitchcock!
E quei brividi fanno pensare che, forse, il più grande omaggio che si può fare a un Maestro del cinema è rivederne i film.

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