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Dagli ABBA agli ZZ Top

Arriva in libreria, per i tipi della Zanichelli, il Dizionario del Pop-Rock curato da Enzo Gentile e Alberto Tonti. Si tratta di una nuova edizione, riveduta e ampliata, di quella pubblicata da Baldini & Castoldi nel 1999, firmata dai medesimi curatori.
Ora il dizionario edito dalla Zanichelli vanta notizie su oltre 2100 artisti (di cui 350 italiani) e 31000 album e, al fianco dell’edizione cartacea (di più di 1890 pagine), c’è quella in DVD-Rom che, tra l’altro, aggiunge la praticità di poter effettuare ricerche su tutto il testo delle schede e non solo per lemmi (che vanno da quello dedicato agli ABBA a quello per gli ZZ Top).
L’opera è organizzata in modo che per ogni artista (o gruppo) viene tracciato un essenziale profilo biografico che precede l’analisi, album per album, della produzione discografica del medesimo. Accanto al titolo di ogni album, figura un giudizio critico espresso in forma di stellette (da un minimo di una, a un massimo di cinque).
Ovviamente, trattandosi di giudizi critici, essi sono assolutamente soggettivi e stupisce l’assenza della firma dell’autore di ogni scheda: sarebbe stato preferibile, data proprio la soggettività dei giudizi, che ogni commento fosse riconducibile al suo autore. In mancanza, la responsabilità dei giudizi (a volte sprezzanti) espressi, in modo autonomo, dai collaboratori ricade, inevitabilmente, sui curatori.
Ciò detto, nel dizionario compaiono artisti non sempre facilmente riconducibili né al Pop né al Rock, ma i curatori avvertono che le definizioni musicali sono state assunte in modo molto ampio. Ciò non ha impedito, però, esclusioni dal lemmario che risultano inspiegabili (dato proprio alcune altre presenze) come - ad esempio - quella di Raffaella Carrà.
Tra gli artisti, invece, che compaiono, ma che i curatori faticano, per loro stessa ammissione, a “collegarla al Pop, al Soul, al Rock o ad altro ancora” c’è, invece, Adele, perché, “Adele è semplicemente Adele, uno di quei miracoli che accadono raramente”.
Passando poi ai giudizi, alcuni, si è detto, sono ingenerosi, se non sprezzanti, ma essendo frutto del gusto personale, ad essi risulta difficile ribattere.
Tra quelli che sembrano davvero ingenerosi c’è, ad esempio, quello per Lady Gaga i cui arrangiamenti musicali Dance vengono definiti “tamarrissimi” e del suo Born This Way, tra l’altro, si dice che “il tributo a Madonna è talmente smaccato da sfiorare il plagio”. E se si legge la scheda dedicata a Madonna, si capisce bene che non siamo nel campo dei complimenti, dato che essa inizia con le parole che seguono:
Limitate doti vocali, ballerina più che sufficiente, attrice modesta, regista velleitaria [...] sembra non eccellere in nulla, eppure è l’unica a riempire gli stadi a trent’anni dall’esordio, e a vendere comunque più dischi di tutte le rivali Pop. Nessuno come lei è stato capace di trasformare le tante debolezze un un’unica grande forza [...].
Al di là dei giudizi cui, si è detto, è difficile ribattere, fa specie, in un’opera che dovrebbe essere compilata da collaboratori che hanno qualche dimestichezza almeno con la lingua inglese (in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza degli artisti Pop e Rock cantano in quella lingua), l’errore grossolano che è leggibile sia nella scheda dedicata a Tiziano Ferro, sia in quella scritta per Ricky Martin. In esse si dice che i due artisti hanno fatto “outing”, volendo, invece, affermare che hanno fatto “coming out”. Che è come scrivere che entrambi si sono “sputtanati”, invece che “dichiarati omosessuali” (vedi Outing)!
Ad ogni modo, ben venga la nuova edizione di tale dizionario: opere come questa, con tutti i loro limiti, sono comunque utili anche solo per iniziare un ascolto consapevole di certi artisti o rivedere le proprie posizioni critiche rispetto ad altri.


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