La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Una Serata senza pathos

Ieri sera, al Teatro Donizetti di Bergamo, è andata in scena la prima nazionale del balletto Soirée Ravel... Boléro su musiche di Maurice Ravel, la coreografia di Adriana Mortelliti e l’interpretazione dei danzatori del Balletto di Milano.
Lo spettacolo, forse perché ancora in fase di rodaggio, è parso piuttosto privo di quel pathos necessario a coinvolgere appieno lo spettatore. Le coreografie erano alquanto “insipide” ed è sembrato che non sapessero (o volessero) sviluppare alcuni spunti visivi interessanti, come, ne La Valse del secondo tempo, l’uso delle sedie che sarebbe potuto diventare motivo di movimenti originali da parte dei danzatori, ma sono rimaste... sedie.
Neppure l’esecuzione del Bolero ha dato una sterzata emotiva alla serata...
Per quanto riguarda l’esecuzione dei giovanissimi danzatori essa è apparsa, in alcuni casi, un po’ acerba, anche se il carattere prevalentemente corale delle coreografie ha impedito agli interpreti di poter mostrare individualmente il proprio reale valore. Unico danzatore di cui è possibile lodare la scioltezza ed eleganza di movimenti è Federico Veratti che, nel Daphnis et Chloé, ha ben caratterizzato il suo Pan.
Complessivamente la “Serata” è parsa un po’ un’occasione persa.

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