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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2012

Il diario di viaggio di Rodolfo Valentino

Dal 23 luglio al 21 ottobre 1923 Rodolfo Valentino e la seconda moglie Natacha Rambova viaggiarono in Europa, spostandosi tra Gran Bretagna, Francia e Italia. In tale occasione, su invito della rivista inglese “Picture & Picturegoer”, il divo del cinema italo-americano scrisse un diario di viaggio destinato alla pubblicazione a puntate con il titolo di My Private Diary. Nel 2004 la casa editrice Lindau ha pubblicato il volume con il titolo di Il mio diario privato e l’accorta curatela di Paolo Orlandelli. Si tratta di un volume di piacevole e interessante lettura che rende assai bene cosa significasse nel primo dopoguerra un viaggio in Europa partendo dagli Stati Uniti. Innanzitutto una traversata in transatlantico; l’arrivo in Inghilterra e il soggiorno a Londra; il passaggio in Francia e il soggiorno in una Parigi devastata dalla Prima Guerra mondiale; un viaggio attraverso un’Italia arretrata (rispetto agli Stati Uniti e alla Francia e alla Gran Bretagna) in bilico …

Tra giornalismo e arte: gli scatti di Annie Leibovitz

Raccontare la vita di un’artista in un documentario non è facile, perché essa è un mix inevitabile tra il mero dato biografico e la sua opera. Un intreccio, a volte, inestricabile. Nel caso di una fotografa come Annie Leibovitz questo è, forse, ancora più “vero”, nel senso che la Leibovitz ha raccontato con le sue immagini la vita degli altri (praticamente di tutti coloro che contano), ma anche la sua, fotografando i membri della sua famiglia. Scatti, quelli della Leibovitz, che uniscono, in un tutt’uno che è la sua cifra stilistica, il rigore di un reportage giornalistico con l’estro della creatività artistica. Una miscela esplosiva quanto comunicativa: ogni scatto della Leibovitz è un racconto, un «flash poetico», come è stato detto. Il documentario firmato da Barbara Leibovitz Obiettivo Annie Leibovitz mandato in libreria da Feltrinelli (assieme al volumetto Dietro una lente scritto da Luca Scarlini) riesce a dare una buona idea di quella che deve essere la vi…

Una Bohème dignitosa

Spettacolo complessivamente dignitiso La Bohème di Giacomo Puccini (su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) presentato ieri al Teatro Donizetti di Bergamo per la regia di Ivan Stefanutti e la direzione del Maestro Stefano Romani. Spettacolo dignitoso, ma non del tutto convincente. Il Maestro Romani è apparso molto più attento e concentrato sulla resa dell’orchestra, piuttosto che sul canto degli interpreti che, a tratti, sono risultati inudibili, perché coperti dalla musica. Un peccato, perché tutti i cantanti hanno dimostrato di possedere voci limpide e una dizione chiara, oltre che di essere anche dei bravi attori. Un cast canoro che, data, forse, anche la giovane età di alcuni interpreti, andava seguito maggiormente dal Direttore d’orchestra e favorito con una orchestrazione che non ne coprisse le voci. Tra i cantanti piace segnalare Yolanda Auyanet (Mimì) che è parsa la migliore. La regia ha saputo…

Risorge la Maria Stuarda di Donizetti

La Maria Stuarda di Giuseppe Bardari e Gaetano Donizetti prodotta dal Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti e dal Teatro Sociale di Rovigo e presentata al Teatro Donizetti di Bergamo per la assai apprezzata direzione d’orchestra del Maestro Sebastiano Rolli e la bella regia di Federico Bertolani è spettacolo di rara bellezza. Chi scrive ha assistito alla replica di domenica pomeriggio e, al coro del Secondo Atto (quello in cui si descrive il patibolo costruito per Maria Stuarda), si è emozionato al punto che non ha potuto evitare le lacrime. Un coro eseguito in modo tanto eccezionale (sia dal punto di vista vocale, sia da quello della mimica scenica) che il pubblico ha chiesto a gran voce il bis (che è stato concesso). Ma non è stato solo il Coro ad aver cantato in maniera splendida. Le due protagoniste, Majella Cullagh (nel ruolo del titolo) e Josè Maria Lo Monaco (Elisabetta) sono state assolutamente strepitose. E se si…