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Il pene di Gesù


Sweet Jesus di Cosimo Cavallaro (2005)
In genere, quando si pensa alla raffigurazione di Gesù nelle opere d'arte vengono in mente scene di crocifissione con il pube del Cristo coperto da un manto. Eppure, con ogni probabilità, sulla croce Gesù fu issato completamente nudo...
Generalmente, anche il pube dell'infante Gesù è coperto da un cencio e, quando è scoperto, è quasi sempre privo dei segni della circoncisione.

Ci sono, però, immagini che ritraggono il pene di Gesù, sia del bambino, sia dell'adulto.
Ad esempio, pare che, in pieno Rinascimento, la rappresentazione del pene di Gesù avesse come scopo quello di ri-affermare l'umanità del Cristo contro coloro che sostenevano (o avevano sostenuto) la non "carnalità" del Messia. In altre parole, il pene come segno di umanità... 
In tal senso, ad esempio, la Vergine che mostra il sesso del suo piccolo, indicherebbe sia il fatto che Gesù era un uomo (di carne oltre che di Spirito), sia il fatto che fosse nato senza peccato (il nascondere le pudenda, infatti, era simbolo e manifestazione della vergogna derivante dal Peccato)... (Lo sostiene, ad esempio, Leo Steinberg in La sessualità di Cristo nell'arte rinascimentale e il suo oblio nell'età moderna).
Anche l'arte contemporanea si è "riappropriata" visivamente del pene di Gesù, a volte con intenti dissacratori, scandalosi e blasfemi, più spesso no...

Al di là dell'arte, il pene di Gesù è stato oggetto di vera venerazione (prima incoraggiata e poi osteggiata dal Vaticano): quella tributata al Santo prepuzio, ovvero alla reliquia (in realtà più di una, si legga, ad esempio, qui) del prepuzio asportato durante la circoncisione cui Gesù, da buon ebreo, era stato sottoposto.
Si riteneva che la Vergine Maria avesse portato il prepuzio di Gesù con sé per tutta la vita. Nel secolo XIV, santa Brigida di Svezia ebbe una visione della Madonna che le apparve con quella reliquia in mano e le disse che aveva fatto dono di quel tesoro all'apostolo Giovanni.* 
Perché - ciò ricordato - sul pene di Gesù sembra essere calato l'oblio o, addirittura, la mannaia della censura? Fa ancora così paura (o scandalo) la possibilità più che probabile (data la sua umanità) che Gesù abbia avuto una sessualità (esercitata o no che fosse; etero, bisex o gay che fosse) di cui il suo pene sarebbe, al giorno d'oggi, lampante testimonianza? 
Davvero si ritiene blasfema la raffigurazione di un Cristo-Uomo?

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David M. Friedman, Storia del pene. Da Adamo al Viagra, Roma, Castelvecchi, 2007, p. 57.

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