Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Un malato meritatamente applaudito


Il malato immaginario di Molière con Paolo Bonacelli firmato da Marco Bernardi è spettacolo assai godibile, grazie ai buoni ritmi comici sostenuti da tutti gli attori.
In primis dal protagonista: assiso su una poltrona/trono, Bonacelli è un malato un po’ burbero, ma soprattutto gran minchione che si fa raggirare da una moglie venale che non lo ama e da una serva che agisce a fin di bene, mossa da un profondo affetto nei confronti dalla di lui figlia maggiore. Un malato che va avanti a colpi di purganti e clisteri e che fatica a riconoscere il fatto di non essere per nulla malato, ma di godere, invece, di una salute tanto buona da resistere a tutti gli intrugli che i medici preparano per lui. Bonacelli, pur variando spesso tono, non eccede mai (scadendo nella farsa), ma si mantiene sempre su un registro comico da grande attore.
Accanto a Bonacelli, sicuramente va menzionata Patrizia Milani, una serva che non esagera il suo ruolo comico e che “eccede” solo quando recita la parte del medico. Eccelle come spalla comica di Bonacelli.
A pari loro vanno sicuramente ricordati Fabrizio Martorelli che, nel ruolo di Tommaso Diarroicus, è stato un  babbeo di irresistibile comicità; Roberto Tesconi, un dottor Purgon più uccello del maleaugurio che medico e Massimo Nicolini un Cleante che dà il meglio di sé in comicità quando tenta di intonare un canto.
Bravi, come detto, tutti gli altri.
Non convince la regia: davvero si fatica a comprendere il lato onirico/carnevalesco di certi inserti voluti dal regista.
Assai belli, invece, i costumi di Roberto Banci.
Lunghi, meritati e calorosi applausi al calar del sipario.

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