La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un malato meritatamente applaudito


Il malato immaginario di Molière con Paolo Bonacelli firmato da Marco Bernardi è spettacolo assai godibile, grazie ai buoni ritmi comici sostenuti da tutti gli attori.
In primis dal protagonista: assiso su una poltrona/trono, Bonacelli è un malato un po’ burbero, ma soprattutto gran minchione che si fa raggirare da una moglie venale che non lo ama e da una serva che agisce a fin di bene, mossa da un profondo affetto nei confronti dalla di lui figlia maggiore. Un malato che va avanti a colpi di purganti e clisteri e che fatica a riconoscere il fatto di non essere per nulla malato, ma di godere, invece, di una salute tanto buona da resistere a tutti gli intrugli che i medici preparano per lui. Bonacelli, pur variando spesso tono, non eccede mai (scadendo nella farsa), ma si mantiene sempre su un registro comico da grande attore.
Accanto a Bonacelli, sicuramente va menzionata Patrizia Milani, una serva che non esagera il suo ruolo comico e che “eccede” solo quando recita la parte del medico. Eccelle come spalla comica di Bonacelli.
A pari loro vanno sicuramente ricordati Fabrizio Martorelli che, nel ruolo di Tommaso Diarroicus, è stato un  babbeo di irresistibile comicità; Roberto Tesconi, un dottor Purgon più uccello del maleaugurio che medico e Massimo Nicolini un Cleante che dà il meglio di sé in comicità quando tenta di intonare un canto.
Bravi, come detto, tutti gli altri.
Non convince la regia: davvero si fatica a comprendere il lato onirico/carnevalesco di certi inserti voluti dal regista.
Assai belli, invece, i costumi di Roberto Banci.
Lunghi, meritati e calorosi applausi al calar del sipario.

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