La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un testo pessimista recitato coi modi della farsa


Ieri sera al Teatro Donizetti di Bergamo è andato in scena un testo di Eduardo De Filippo poco noto al grande pubblico: Le bugie con le gambe lunghe. La regia era di Luca De Filippo che ne era anche il protagonista.
Il testo mette in evidenza come buona parte della società basi i propri rapporti sulla menzogna e come una bugia ripetuta sempre uguale finisca per diventare una verità.
Ovviamente, una comunità che costruisce le proprie relazioni sulla menzogna non può ambire alla felicità e segno ne è il fatto che le unioni matrimoniali descritte nello spettacolo sono tutte infelici. Gli sposi, infatti, pensano sopratutto ai propri interessi e non al bene della coppia/famiglia. Essi non si legano o non restano legati con il/la partner perché spinti da una necessità del cuore, bensì per sistemare qualche faccenda incresciosa o sistemare loro stessi. Ognuno, poi, l’amore vero può sempre trovarlo fuori dal matrimonio... Ovviamente, se scoperti, si deve negare sempre, negare anche l’evidenza...
Un testo, come si vede, che pesca a piene mani nel pessimismo...
La regia di Luca De Filippo non sembra, però, calcare la mano sul pessimismo su cui si basa l’Autore, ma sceglie di dare alla recitazione dei coprotagonisti ritmi e modi un po’ da farsa. Una scelta che si capisce poco...
Unico personaggio che non ha atteggiamenti farseschi è quello interpretato da Luca De Filippo stesso che, invece, tende a una sobrietà convincente che ispira empatia nello spettatore.
Nel complesso, comunque, lo spettacolo risulta di piacevole fruizione.
Applausi calorosi per tutti al calar del sipario.

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