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Cacciatore di storie


Ieri sera il Teatro Sociale di Bergamo ha ospitato il monologo di Vincenzo Mollica Prima che mi dimentichi di tutto. Si tratta di una conversazione nella quale il noto giornalista del TG1 racconta la sua carriera, centrando il suo discorso soprattutto sugli incontri che lo hanno segnato di più, rivelandosi determinanti anche per la sua crescita umana, oltre che per la carriera.
Molti, moltissimi, sono i personaggi famosi con i quali Mollica è venuto in contatto, anche perché le passioni che hanno guidato l’opera e la vita del giornalista sono molte e spaziano nei più diversi campi della cultura: dal fumetto alla letteratura, dal cinema alla musica.
Di tutti i personaggi che nomina, Mollica fa un ritratto veloce e ricorda un aneddoto particolare legato alla di lui personale esperienza. Di alcuni di essi, però, il “cacciatore di storie” (così Mollica si auto-definisce) traccia un ricordo affettuoso: di Lello Bersani (che gli fece dono dei propri contatti); di Federico Fellini (che lo seguiva in sala di montaggio prima della messa in onda del TG e gli dava sempre utili consigli); di Alda Merini (che gli dettava le poesie al telefono) di Enzo Biagi (che lo volle con sé a Linea Diretta).
Un monologo, quello di Mollica, pieno e gustoso, ma, non essendo il giornalista un attore, dalla fruizione un po’ faticosa, in quanto il dire di Mollica è un po’ monocorde.

Serata, ad ogni modo, piacevole e partecipata dal pubblico in sala che non ha mancato di rivolgere al giornalista diverse domande.

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