La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Parigi rende omaggio alla Schneider


Il Musée des Annees 30 – Éspace Landowski di Boulogne-Billancourt (alle porte di Parigi) dal 4 novembre 2011 al 22 febbraio 2012 dedica una mostra a Romy Schneider (Rosemarie Magdalena Albach-Retty) “comédienne allemande et star internationale devenue l’actrice préférée des Français et l’archétype de la femme française” (“attrice tedesca e star internazionale diventata l’attrice preferita dai francesi e l’archetipo della donna francese”) come si legge nel sito degli Amici del Museo.
Un’attrice, la Scheneider, che, giovanissima (appena 17enne), divenne popolarissima interpretando il primo episodio della trilogia dedicata all’imperatrice d’Austria Sissi (Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach); personaggio che, più tardi (nel 1972, ossia 14 anni dopo l’ultimo film della trilogia), incarnò nuovamente diretta dal grande Luchino Visconti in Ludwig.
Con Visconti aveva già lavorato in Boccaccio ‘70 (per l’episodio Il lavoro), dopo aver definitivamente abbandonato i ruoli di giovane dolce, onesta e allegra che avevano segnato la prima parte della sua carriera.
Ruoli, quelli della giovane allegra, distantissimi dalla sua biografia personale che, invece, fu segnata dalla depressione, dall’alcolismo, in parte dovuti alla tragica perdita del quattordicenne figlio David (morto infilzato nel 1981 da un palo di una cancellata che stava tentando di scavalcare).
La mostra, organizzata in occasione del trentesimo anniversario della morte (avvenuta il 29 maggio 1982, ufficialmente per attacco cardiaco, ma si vociferò insistentemente di suicidio), curata dal giornalista Jean-Pierre Lavoignant, espone documenti rari e foto inedite, oggetti personali e materiali provenienti dai set cinematografici.

Commenti