La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un libro inutile


Le donne e gli uomini più belli di tutti i tempi di Paolo Zelati è un libro sostanzialmente inutile.
La prima frase dell'Introduzione si interroga su cosa sia la bellezza e su come si decida se un uomo e una donna sono belli. Ci si aspetterebbe che il volume approfondisca il concetto, tentando di dare a tali domande una risposta. Invece l'autore dei saggi pare proprio essersi dimenticato delle domande da lui poste e nei suoi scritti si limita a tracciare un sommaria biografia dei “divi” di cui parla.
“Divi” appartenenti sia al mondo del cinema, sia a quello dello sport, ma anche alla storia e al mito: infatti, oltre ad attori come Brad Pitt, Rodolfo Valentino, Grace Kelly, l'autore traccia le vite di sportivi come David Beckham, di personaggi mitici come Achille o Narciso e di personaggi storici come la contessa di Castiglione o Maria Antonietta D'Asburgo.
Spiace dire che i brevi saggi che costituiscono il libro sembrano essere meno approfonditi delle voci che Wikipedia dedica a tali personaggi. Forse, sarebbe stato preferibile che l'autore si fosse dedicato a un minor numero di “divi”, ma ne avesse analizzato e ricostruito la vita e la carriera con maggiori dettagli (oltre, ovviamente, al fatto che sarebbe stato oltremodo interessante se avesse tentato di capire il perché tali personaggi erano e sono ritenuti belli, quali caratteristiche possedevano e possiedono per incantare e affascinare il pubblico).
Sorprende, infine, il fatto che in copertina vi siano Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, ma di loro, nel libro, non si faccia parola.
Un libro la cui lettura non si consiglia.

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