La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La rete delle convenzioni


È stato presentato ieri sera in prima nazionale al pubblico del Festival Danza Estate Il lago dei cigni di Laura Corradi. Si tratta di uno degli spettacoli più belli degli ultimi anni nel quale si racconta l’ipotetico seguito del noto balletto musicato da Pëtr Il'ič Čajkovskij.

Nel testo della Corradi, musicato da Fabio Basile, l’azione si svolge durante la festa di nozze tra il Principe Siegfried e Odette. Qualcosa, però, turba il Principe e il suo disagio si esprime attraverso una gestualità a scatti e una difficoltà a mantenere la posizione eretta.

Il Principe non è solo nel suo disagio: anche altri invitati, infatti, lasciano le stanze del palazzo dove si sta svolgendo la festa (che il pubblico non vede, ma sente) e si uniscono a lui. Assieme tentano di capire l’origine del disagio e il modo di superarlo.

Ciò che impedisce al gruppo essere felice è l’impossibilità di volare: rotto l’incantesimo e lasciate le sembianze di cigno, il gruppo rimpiange il piumaggio che gli consentiva di librarsi nell’aria.

Se durante l’incantesimo erano ingabbiati in una forma che non era la loro, ora, di nuovo, si sentono ingabbiati, per l’impossibilità di spiccare il volo. Il lago, quindi, li trattiene ancora e la scena (di Alberta Finocchiaro) lo dice espicitamente: il boccascena, infatti, è delimitato da una rete.

Ma il Principe ha un motivo in più per essere infelice: lui amava Odette quando lei era un cigno bianco dal collo lungo. Ora non la ama più...

A tenere fermi al suolo gli ex cigni e il Principe sono anche (e, forse, soprattutto) le convenzioni sociali, i dictat cui devono adattarsi nella loro nuova natura. Dictat che vengono ripetuti ossessivamente da ognuno di loro. Dictat a cui bisogna trovare il coraggio di ribellarsi.
E la ribellione avviene.

A dare corpo e voce allo spettacolo della Corradi cinque danzatori bravissimi: lo strepitoso ed elegante Davide Valrosso (il Principe), gli ottimi Roberto Orlacchio e Midori Watanabe, e le assai brave Carlotta Plebs ed Emanuela Bonora.
I loro gesti richiamavano quelli eleganti e fluidi dei cigni, ma anche quelli trattenuti e sincopati delle persone che vivono un disagio profondo.

Lunghi e meritati applausi finali.
Spettacolo da non mancare.

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