La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un’altra epoca


È un’altra epoca quella descritta dal Gian Burrasca di Vamba (al secolo Luigi Bertelli, 1858 - 1920): un’epoca in cui le marachelle non erano bullismo e non producevano gli stessi danni. Un’epoca in cui i “mascalzoncelli” finivano in collegio perché si tentava ancora su di loro un’azione educativa e correttiva. Un’epoca in cui gli italiani sembravano ancora persone che potevano ambire a una qualche forma di onorabilità.
Un’epoca definitivamente tramontata.
A ridare vita scenica al Gian Burrasca di Vampa ci hanno pensato Lina Wermüller, già autrice della celebre versione televisiva del 1964 con Rita Pavone, ed Elio, nel ruolo del piccolo furfantello.
In realtà Elio non recita, ma canta. Canta la storia di Giannino Stoppani detto Gian Burrasca usando le musiche di Nino Rota. Canta e a ogni personaggio dona una voce diversa in grado di caratterizzarlo e di renderlo in qualche modo visibile.
Canta e il suo canto provoca una strana nostalgia: nostalgia per un mondo che non si è vissuto, che non c’è più.
Spettacolo piacevole.
Lunghi e affettuosi applausi per Elio al calar del sipario.

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