La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Qualunquemente è quasi un documentario


È triste dirlo: Qualunquemente per la regia di Giulio Manfredonia e l’interpretazione di Antonio Albanese è quasi un documentario sulla tragica situazione politica italiana.
Sul personaggio di Cetto La Qualunque c’è poco da dire: un criminale che decide di fare politica e diventare sindaco del suo paese, ovviamente non spinto dalla necessità di portare un miglioramento al bene comune e ai suoi concittadini, ma pressato dalla necessità di mantenere vivi i suoi loschi traffici. Quasi il profilo di troppi politici italiani.
La sua campagna elettorale è basata sull’inganno: egli promette l’impossibile e i suoi elettori sembrano proprio gradire. Meglio il fumo ben decorato elargito a piene mani da Cetto che la concretezza e l’assennatezza del suo avversario, un uomo amante delle legalità.
E se Cetto sembra un ritratto di alcuni nostri uomini politici di grido, i suoi concittadini sono il ritratto degli italiani creduloni e qualunquisti pronti a votare il Partito du Pilu con allegria e sconsideratezza.
Bravo, bravissimo Antonio Albanese, sia come attore, sia come “ideologo”, bravo, bravissimo Sergio Rubini nel ruolo dell’esperto di campagne elettorali.
È triste dirlo: si ride, ma si ride amaro.
Da vedere.

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