La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Il Caravaggio segreto di Camilleri

Pubblicato nel 2007 da Mondadori, Il colore del sole di Andrea Camilleri è un romanzo di rara bellezza. 
In esso, Camilleri diventa personaggio e finge di essere avvicinato da uno strano individuo che gli consente di prendere visione di un manoscritto inedito di Caravaggio, nel quale il pittore aveva appuntato alcuni fatti biografici. 
Nel mentre leggeva avidamente l’inedito, il noto scrittore siciliano ne trascriveva alcuni brani che poi sarebbero confluiti nel libro dato alle stampe.
Una trovata, questa, che consente a Camilleri di giocare su due piani narrativi: quello della contemporaneità e quello seicentesco nel quale visse il pittore.

Il tempo della contemporaneità dà a Camilleri la possibilità, non solo di farsi personaggio, ma di descrivere sia gli avvenimenti che hanno portato al ritrovamento dell’inedito (e alla lettura del medesimo da parte dell’Autore), sia il metodo da lui seguito nello scegliere le parti del testo caravaggesco da trascrivere.

Il tempo coevo a Caravaggio, invece, consente a Camilleri di cambiare l’io narrante, pur mantenendo la narrazione in prima persona: la parola, infatti, passa da Camilleri a Caravaggio stesso. 
E per far ciò, Camilleri si cala nei panni del pittore maledetto e ne imita la lingua. Una mimesi di stupefacente perfezione.

Ne esce il ritratto di un uomo devastato, con problemi psicologici e del comportamento che, probabilmente, sono anche la causa di una disfunzione visiva che gli impedisce di vedere il vero colore del sole (da cui il titolo del romanzo).
Un uomo braccato dal papa e dai Cavalieri di Malta e, per questo, costantemente in fuga.
Un uomo che pare godere della vita e trovare un qualche sollievo solo nell'atto sessuale, vissuto indifferentemente (e senza problemi di sorta) con donne e uomini.


Pur sapendo trattarsi di un romanzo, il testo biografico è scritto con tale sapienza che a volte si vorrebbe crederlo vero.
Un romanzo, un capolavoro, da “bere” tutto d’un fiato.

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