La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Cigni cui è stato sparato nelle ali

Ieri sera al Teatro Donizetti di Bergamo è stata eseguita la messa funebre del Lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij per la coreografia scialba e convenzionale di Alexander Vorotnikov.
Una coreografia che ha portato la danza classica indietro di decenni, con una sconfortante diminuizione di ruolo dei danzatori di sesso maschile, ridotti, nei passi a due, alla funzione di porteur. Roba che non si vedeva più nei teatri dai tempi dello Zar di tutte le Russie!
Qui, ora, non si vuol negare ad alcuno il diritto di guardare alla tradizione del balletto classico, ma non si può tacere il fatto che rifarsi alla tradizione senza tenere ben presente l’evoluzione di un’arte significa uccidere l’arte stessa. In altre parole, chi pensa che si possa ancora eseguire un balletto classico con gli stessi movimenti e le stesse coreografie dell’Ottocento non ha bene in mente il fatto che il balletto classico è un’arte e non una masserizia da rigattiere. E l’arte è soprattutto interpretazione e non stanca esecuzione.
Vorotnikov, ieri, invece di interpretare con originalità artistica un capolavoro mondiale della danza, ha celebrato una mesta e mediocre messa funebre, fatta eseguire dal Balletto di Mosca - Teatro La Classique, corpo di ballo numeroso quanto mediocre. Nessun colpo d’ala, ma mesto esercizio. Anzi, dato che la maggior parte dei danzatori sembrava facesse fatica a librarsi sul palcoscenico, verrebbe da dire che a tali cigni qualcuno abbia sparato nelle ali!
Buona la direzione dell’orchestra del Maestro Kostantin Khvatynets.
Al calar del sipario, forse complice il clima natalizio, il pubblico presente in sala si è dimostrato ampiamente magnanimo tributando agli esecutori un lungo e caloroso applauso.

Commenti

  1. Una vocina cattivella in platea ha osato anche un "più che cigni, ippopotami" :D

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