La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La Natura come Armonia


È stata prorogata fino al 13 settembre 2009 la mostra dedicata a Hiroshige (Hiroshige. Il maestro della natura) dal Museo Fondazione Roma di Via del Corso n. 320.
Curata da Gian Carlo Calza, la mostra presenta, per la prima volta in Italia, 200 opere del Maestro Utagawa Hiroshige (1797 – 1858) realizzate con la tecnica della silografia (che dà vita a stampe policrome).
L’arte di Hiroshige influenzò molti artisti europei, tra cui Vincent Van Gogh che riprodusse fedelmente alcune opere del Maestro. Van Gogh ebbe a dire che i giapponesi “vivono nella natura come se loro stessi fossero dei fiori”; e di tale stile di vita, ma, soprattutto della Natura cui i giapponesi guardano con tanto rispetto, Hiroshige fu illustratore sapiente, innovativo (per la “cinematograficità” di certi scorci) e ironico (soprattutto nei confronti della natura umana).


La mostra è sicuramente una delle più belle che chi scrive abbia mai avuto modo di vedere. Bella per la “semplice” bellezza delle opere di Hiroshige (pensate per una fruizione privata e casalinga) che mostrano una Natura ispiratrice di Armonia; bella per la spettacolarità dell’allestimento, opera di Cesare Mari che “immerge” le opere di Hiroshige in un ambiente che ricorda un armonioso e delicato giardino giapponese che ha, al contempo, il pregio di esaltare le opere esposte e di aiutare il visitatore a fruire delle medesime in una maniera in qualche modo vicina a quella per cui erano state pensate.
Molte sono le opere di pregio. Tra queste si segnalano “Luna e oche selvatiche” (del 1836), “Lepri sull’erba sotto la luna” (1830-1839) in bianco e nero, “La luna vista attraverso le foglie d’acero” (1832) e “Yokkaichi. Fiume Mie” (1833-1834).
Una mostra da non mancare assolutamente.

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