La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La lentezza dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, sceneggiato dal regista stesso in collaborazione con l’autore del romanzo omonimo Paolo Giordano è un film di quella classica lentezza che concilia il sonno.
Le inquadrature così come i dialoghi languono. La storia non c’è, o meglio, il film si compone di lunghi (e a volte superflui in quanto potevano essere risolti con un paio di battute ben messe) flash back che hanno l’obiettivo di far capire il presente dei protagonisti, ovvero perché lei (Alice) è anoressica e lui (Mattia) afasico e autolesionista. La vicenda inizia a farsi interessante proprio là dove finisce: ovvero quando le due solitudini dei numeri primi si rincontrano dopo una separazione lunga sette anni e, finalmente, si baciano. Un bacio che è una piccola scalfittura all’ego smisurato dei due. Un bacio su cui, purtroppo, cala il nero dei titoli di coda.
Una storia mancata, dunque, quella della solitudine dei numeri primi.
Un film che si lascia vedere solo per la bravura degli interpreti, a iniziare dalla bravissima Alba Rohrwacher (Alice), passando per Isabella Rossellini e il cammeo di Filippo Timi, arrivando al bravo Luca Marinelli (Mattia).
 

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