La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Il Don Giovanni predatore di Mauro Astolfi

Il coreografo e regista Mauro Astolfi si è confrontato con il mito universale di Don Giovanni con lo spettacolo Don Giovanni o il gioco di Narciso presentato ieri sera a Bergamo durante il Festival Danza Estate.
Il suo Don Giovanni è un predatore che non ha alcuna considerazione per la donna: ne va a caccia per goderne a suo piacere e inserirla nella propria personalissima collezione (con tanto di teche contenenti le altre donne/prede ormai ridotte ad automi).
Un Don Giovanni collezionista e vanesio o, meglio, come indicato nel titolo, narciso.
Tale l’assunto.
Lo svolgimento “narrativo”, la trama di ciò che succede durante i 60 minuti di danza (spesso dal carattere “ferino”), è, però, a tratti, avvolto dal mistero: non si è riusciti a capire cosa, in effetti, stesse succedendo, perché, e cosa volesse significare.
Dato che Astolfi prende le mosse dalla drammaturgia di Riccardo Reim non si sa se imputare a uno o all’altro (o a entrambi) l’inconcludenza di quanto inscenato.
Un peccato; un’occasione sprecata specie perché i giovani danzatori in scena hanno dimostrato di essere in grado di impegnarsi con profitto nelle sequenze volute dal coreografo.
Forse proprio grazie alla loro bravura al termine dello spettacolo il pubblico ha applaudito con convinzione.
Uno spettacolo di cui non si consiglia la visione.

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