La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

L'aquila e il dragone

Fino al 5 settembre 2010 sarà visibile a Palazzo Reale di Milano la mostra I due Imperi che, per la prima volta, espone affiancati capolavori dell’arte e oggetti d’uso quotidiano dell’Impero Romano e di quello Cinese della dinastia Qin e Han.
Va subito detto che si tratta di una mostra assai ben realizzata e capace di emozionare lo spettatore.
La grandezza dei due Imperi, oltre che nelle conquiste militari, si è manifestata anche nella raffinatezza dei suoi manufatti. Una raffinatezza non solo artistica, ma anche ingegneristica. Ecco, allora, che si resta stupiti, ad esempio, di fronte a delle pompe idrauliche romane o ai modelli architettonici cinesi.


Di sala in sala vengono mostrati diversi aspetti della vita dei due popoli e ciò che, forse, più balza agli occhi è che la statuaria esposta era pensata per due usi completamente differenti: quella romana è una statuaria civile, realizzata, cioè, per essere esposta al pubblico e ammirata; mentre quella cinese è una statuaria del tutto privata e funeraria, ovvero prodotta per essere seppellita accanto al cadavere dell’imperatore. Una diversità d’uso che non può non far riflettere e alla quale se ne aggiunge un’altra: l’uso del corpo. Un corpo che, per i romani, può essere mostrato nella sua nudità come simbolo di bellezza semidivina, mentre, per i cinesi, deve essere pesantemente abbigliato, se non, addirittura, annullato, dalle armature e dal corredo funebre.
Una mostra da non mancare.
Ufficiale
Adone

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