Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Preghiera in forma di spettacolo

Ieri sera, in un Teatro Donizetti gremito di adolescenti, Lucilla Giagnoni ha presentato il suo Big Bang. Si tratta di un monologo che, attraverso le parole della Bibbia, della Scienza e della Poesia, tenta di indagare l’origine dell’Universo, di spiegare l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo.
Sola al centro della scena, la Giagnoni inizia il recital con una sorta di lezione atta a creare tra il palco e la platea un linguaggio comune, fatto di termini biblici e formule scientifiche, di parole universali perché poetiche. Un “prologo” nel quale l’attrice spiega anche che lo spettacolo è diviso in tre capitoli: il primo dedicato alla Luce, il secondo al Buio e l’ultimo al Tempo.
Poi l’attrice si avvicina al fondalino che sta alle sue spalle e sul quale verranno proiettati giochi di luce e di parole e formule, aspetta che in platea cali la luce, fa un attimo di silenzio e poi “si tuffa” nella suggestione delle parole che narrano l’origine alla vita, quella dell’Universo mischiate a quella di Bianca, la figlia dell’interprete.
Narrando il Big Bang con le parole della Genesi, di Dante e di Shakespeare di Einstein e dei padri della Fisica Quantistica, la Giagnoni crea uno spettacolo di rara suggestione, quasi una preghiera in forma di spettacolo.
Nessuno stupore se, al termine del recital, l’attrice sia stata salutata da un lungo, prolungato, caloroso e meritato applauso.

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