La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Profetico Sciascia

La notte delle lucciole che Roberto Andò e Marco Baliani hanno tratto dai testi di Leonardo Sciascia è un mosaico non del tutto riuscito: se, infatti, alla fine emerge dal disegno la figura di Sciascia uomo di cultura e politico (fu parlamentare per il Partito Radicale) che, a posteriori, si può definire profetico, alcune tessere, però, compongono quadretti che sembrano non amalgamarsi completamente con la figura principale. Forse il risultato è dovuto alla contraddittorietà di Sciascia o, meglio, alla sua dichiarata contraddittorietà. O, forse, la volontà di mostrare le molte facce che costituiscono, inevitabilmente, il lati di una figura complessa come fu Sciascia hanno opacizzato, piuttosto che illuminare, il racconto.
Ciò non toglie che lo spettacolo è intenso e non privo di momenti assai suggestivi.
Interessante è il ricordo che Sciascia ha di Pasolini: un amico dal quale lo divideva una sola parola: “adorabile”. Infatti ciò che Pasolini trovava adorabile (la spontaneità e naturalità della società pre-industriale), l’autore siciliano trovava straziante (la miseria atavica e la profonda ingiustizia radicate nella medesima società pre-industriale).
Tra i momenti più belli dello spettacolo firmato da Andò va ricordata la lettura del discorso parlamentare che Sciascia pronunciò contro le leggi speciali che il Governo di allora voleva promulgare. Il discorso viene letto da Baliani in piedi sulla cattedra (la scena rimanda all’aula di scuola elementare di Racalmuto nella quale Sciascia insegnava), mentre il vento impetuoso fa sentire la sua presenza: il messaggio è chiaro e ci dice di come le sagge parole dell’onorevole Sciascia furono come dette al vento. Profetico e inascoltato.
D’altra parte, non ci si stupisce la sordità degli altri onorevoli, dato quanto da Sciascia detto a proposito dei parlamentare: egli, infatti, li definì “anime morte” e aggiunse cha la democrazia in Italia non esiste più, in quanto il potere era sempre altrove. Profetico Sciascia.

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