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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2010

Genitori e figli normali

Genitori e figli. Agitare bene prima dell’uso di Giovanni Veronesi è un gran bel film. Quasi uno spaccato sociologico che mostra agli italiani la famiglia italiana “normale”, quella nella quale quasi ogni spettatore (“normale” o no che sia) può riconoscersi.
Una famiglia “in crisi”, nella quale i valori tradizionali sono saltati, forse perché erano valori imposti da altri, falsi come pochi. Ovvero, una famiglia nella quale “mamma e papà” non sono la coppia più bella e felice del mondo; “mamma” non è la donna fedele che aspetta il rientro a casa del marito; “papà” non è l’uomo tutto d’un pezzo dedito al lavoro e alla famiglia; i “bambini” non sono cuccioli spensierati divisi tra la scuola e il divertimento con gli amici.
Una famiglia, invece, nella quale si deve “combattere” contro gli egoismi degli altri componenti il nucleo familiare; nella quale la genitrice è anche (e soprattutto) donna; il genitore, uomo, figlio e padre inadeguato, e i figli capaci di fare del male (anche se non d…

Doppi e contrasti nell’Amleto di Pugliese

Spettacolo interessante l’Amleto di Shakespeare per la regia di Armando Pugliese. Regia che punta – sembra di capire – sul concetto del doppio e sul tema del contrasto.
I contrasti sono quelli della malattia e della sanità; della finzione e della realtà; della labilità e della concretezza.
Il doppio: quello della coppia Amleto e Orazio.
Partendo dal doppio, si dirà che la coppia di amici Amleto/Orazio si è, quasi sempre, presentata in scena assieme, quasi che Orazio fosse l’ombra o il testimone di Amleto.
Nel Primo Atto essi sono sempre (o quasi) sul palcoscenico. Un palcoscenico che è una stanza delle apparizioni: Amleto è allettato (è pazzo) e in preda alle visioni: gli appaiono, vestiti alla rinascimentale, i personaggi del dramma. Con loro interagisce lo stretto necessario, ma, soprattutto, assiste alle loro trame, ai loro complotti. Orazio guarda le reazioni dell’amico e annota. Orazio e Amleto sono vestiti in modo quasi identico: di bianco e privi dei pizzi e dei merlet…

Cinica comicità

A volte bastano davvero poche parole per dire che uno spettacolo è bello, divertente e ben recitato. È il caso di Hotel Paradiso della Compagnia tedesca Familie Floz (www.floez.net) impegnata in questi primi mesi dell’anno in una tournée mondiale.
La compagnia si esprime tramite il teatro di figura e non ha bisogno del linguaggio verbale per farsi intendere a meraviglia dal pubblico: i quattro attori, infatti, durante lo spettacolo non dicono una parola, ma usano il linguaggio non-verbale per comunicare con gli spettatori.
Un linguaggio corporeo dagli ottimi tempi comici che ha trascinato il pubblico in una storia cinica e surreale, ambientata in un hotel alle pendici del Paradiso, dove succede davvero di tutto.
Gli attori sono quattro, ma i personaggi molti di più e vengono caratterizzati grazie all’uso di mascheroni e cambi d’abito velocissimi.
Protagonisti della vicenda noir sono i gestori dell’Hotel Paradiso: una famigliola (i cui componenti si odiano) e i loro aiutanti, …