Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Razzisti a ogni latitudine

Il libro che Gian Antonio Stella dedica allo studio del razzismo, Negri Froci Giudei & Co, è ben documentato e ha l’effetto di un pugno nello stomaco. La narrazione di come – in definitiva – il razzismo sia una sorta di “malattia endemica” non lascia speranza nel lettore. Il razzismo si manifesta a ogni latitudine. Non si salva nessun popolo, gruppo etnico, gruppo sociale: bianchi contro neri, neri contro neri, asiatici contro occidentali e viceversa, eterosessuali contro omosessuali, cristiani contro ebrei, padani contro extracomunitari, giapponesi contro tutti…
Stella sottolinea come il razzismo sia nella testa del razzista e non abbia alcun fondamento scientifico, nonostante i razzisti ricorrano sovente a quelle che spacciano come “basi scientifiche” delle loro raccapriccianti pretese e azioni. “Gesta” – per così dire – che Stella racconta, provocando una doppia e contrastante reazione nel lettore: orrore, ma anche ilare stupore.
L’ilarità nasce dallo stupore di apprendere come certe evidenti storture, menzogne, falsità pronunciate dai razzisti capopopolo contro l’oggetto del loro razzismo sia stato, troppe volte, preso per oro colato da schiere di cittadini facilmente manipolabili (si sospetta in quanto razzisti anch’essi). Orrore per le conseguenze micidiali (nel senso primo del termine) che il razzismo ha sempre portato con sé.
Una lettura da non mancare, anche per la sua tragica attualità.

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