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Pecunia non olet?

Nella nuova edizione de L’odore dei soldi di Marco Travaglio ed Elio Veltri il noto giornalista ricostruisce la vicenda clamorosa che si impose a livello mediatico e giudiziario in seguito alla messa in onda dell’intervista a Travaglio stesso nel programma Satyricon di Daniele Luttazzi avvenuta il 14 marzo 2001. Come è noto, nell’intervista Travaglio e Luttazzi parlarono del contenuto del libro, ossia delle inchieste giudiziarie nelle quali erano coinvolti Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Il programma TV alzò un polverone che tenne banco per diverse settimane e - è storia nota - i protagonisti vennero portati in tribunale con l’accusa di diffamazione.
“Oggi” scrive Travaglio “sono trascorsi quasi nove anni, da quel Satyricon. Tutto ciò che dicemmo quella sera e che scrivemmo ne L’odore dei soldi s’è dimostrato vero, come ha stabilito otto volte su otto il Tribunale civile di Roma, respingendo le richieste di risarcimento danni avanzate da Berlusconi e dai suoi cari”.
Nove anni possono far pensare che il contenuto del volume sia ampiamente superato, ma non è così. I fatti di cronaca giudiziaria in esso raccontati e raccolti, hanno ancora il carattere dell’attualità, non fosse altro perché di certe vicende si sente, nuovamente, parlare anche a livello giudiziario.
Molti, infatti, sono i fatti e le persone citate nel libro di cui si parla nei mass media e, allora, per capire meglio la cronaca di questi giorni, non sembra inutile la lettura del volume che, a parte qualche aggiornamento, si mantiene sostanzialmente uguale a quello pubblicato il 18 febbraio 2001 da Editori Riuniti. Una lettura che rinfresca la memoria e/o svela a quanti non hanno l’anagrafe a sfavore (ossia i giovani e giovanissimi) retroscena che oggi i cosiddetti mezzi di informazione difficilmente ricordano (casi felici esclusi).
Dalla lettura degli atti giudiziari e delle relazioni tecniche dei vari periti si ha un quadro sconcertante di come Berlusconi avrebbe costruito il suo impero finanziario e mediatico. Per usare le parole degli Autori, le ricostruzioni che si leggono “Sembrano la storia di un avventuriero arricchito in un paese senza regole, dove il confine tra la legalità e l’illegalità è talmente sfumato da consentire ai più ‘furbi’ di diventare stramiliardari camminando sempre sul filo del rasoio, e senza nemmeno destare scandalo o meraviglia”.
A parte qualche tecnicismo dovuto alla natura dei fatti contestati a Berlusconi e Dell’Utri in sede giudiziaria, il libro è, complessivamente, di facile e scorrevole lettura.


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