La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

… ma il drago non c’è

È stato presentato al Teatro Donizetti di Bergamo il balletto Giorgio e il drago della coreografa Simona Bucci. Si tratta di uno spettacolo adatto a bambini dai 5 agli 8 anni che ha l’intento evidente di avvicinare i bambini al linguaggio della danza, per solito ritenuto adatto solo a un pubblico di adulti.

Per rendere la danza un linguaggio comprensibile ai piccoli spettatori, la Bucci trasforma i movimenti della danza contemporanea in movimenti di gioco o in azioni quotidiane che raccontano della tranquilla esistenza di Giorgio (un ragazzo un po’ fifone e tanto pigro e goloso), della sua vispa amica Meda e del loro asino. Tranquillità quotidiana che, un giorno, viene messa alla prova in quanto Meda si avventura nel bosco abitato dal drago. Giorgio deve vincere le sue paure per poter correre in soccorso dell’amica e avventurarsi nel bosco. Si barda, quindi, con quanto ha per trasformarsi in cavaliere: il lenzuolo diventa mantello, il mestolo spada, il cuscino corazza, il coperchio della pentola scudo e il pitale elmetto. Trasformatosi in cavaliere, Giorgio va in soccorso di Meda e alla fine scopre che… il drago non c’è e Meda sta giocando con un’altalena.

L’ambiente e le situazioni sono quelle note ai bambini e anche i movimenti agiti dai danzatori hanno molto di noto per gli spettatori, anche grazie al fatto che la tipica gestualità della danza moderna è stata volutamente rallentata e “sporcata” per renderla, in qualche modo, vicina a quella dei piccoli spettatori.

Uno spettacolo gradevole, interpretato da Roberto Lori, Carmelo Scarsella e Chiara Cinquini.

Commenti

  1. che l'altalena sia la spinta alla vita e a diventar grandi?

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  2. Suggestione cui non avevo pensato, ma che "ci sta"!

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