La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

L’elisir non fa miracoli

Ieri sera al Teatro Donizetti di Bergamo è andata in scena la prima dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti per la direzione del Maestro Stefano Montanari e la regia di Francesco Bellotto.

Va detto che si è trattato di uno spettacolo dai risultati alterni che ha visto un primo tempo non esaltante, accolto assai tiepidamente dal pubblico, e un secondo tempo più “caldo”, salutato dal pubblico con applausi a scena aperta.

Tutto sommato si è trattato di uno spettacolo un po’ freddo, in qualche modo “raggelato” in un’ambientazione in Stile Impero (bellissimi i costumi di Cristina Aceti), forse un po’ troppo classicheggiante. Forse il pubblico non è si è lasciato coinvolgere dall’atmosfera un po’ troppo arcadica e assai distante dal comune sentire odierno (che di arcadico e bucolico ha molto poco).

Va, inoltre, detto che nel Primo Tempo il tenore Ivan Magrì è apparso sottotono, un po’ acerbo per una parte che richiede colorature vocali da consumato cantante. Lo stesso Magrì, però, nel Secondo Tempo ha risolto bene la propria parte, ricevendo un prolungato applauso nel celebre “Una furtiva lagrima”.

Non hanno mai fatto dubitare delle loro doti, invece, Linda Campanella (Adina), Filippo Morace (Dulcamara), Mario Cassi (Belcore) e Diana Mian (Giannetta).

Applausi per tutti al calar del sipario.

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