La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Matisse affascinato dalla visione e dal movimento


Fino al 20 settembre 2009 presso il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid è possibile visitare la mostra dedicata alle opere dipinte da Matisse tra il 1917 e il 1941. In quegli anni l'artista lasciò Parigi per Nizza con l'intento di dedicarsi appieno alla pittura. Ne conseguì l'abbandono da parte di Matisse di quella che lui stesso ebbe a definire “pittura decorativa” a favore di un tipo di espressione più intima, casalinga.
L'esposizione madrilena mette in mostra mostra una serie di ritratti ambientati in interni borghesi, di scene di vita quotidiana, ma anche di donne nude mollemente adagiate su poltrone e divani.
Spicca il fatto che Matisse dipingesse più volte lo stesso  soggetto, modificando qualche particolare o mutando di poco il punto di vista, quasi che, con la sua pittura, stesse teorizzando sul concetto di visione.


Che Matisse fosse affascinato dalla visione lo dicono bene tre quadri: Il riflesso (del 1935) nel quale una donna è riflessa in uno specchio, senza che, però, si possa capire quale sia l'immagine riflessa e quale la donna che si specchia; Festival dei fiori a Nizza e Carnevale a Nizza (entrambi del 1921) nei quali due donne affacciate guardano sfilare i manifestanti. In entrambi i dipinti la scena è ripresa di scorcio in modo da privilegiare il punto di vista dello spettatore esterno al quadro (ovvero noi). Entrambi i quadri, poi, mettono anche in luce il fascino esercitato su Matisse dal movimento. Infatti il pittore, per rendere la velocità delle sfilate, decise di non definire i manifestanti, ma suggerirli con veloci pennellate.
In mostra tele provenienti da tutto il mondo.
Da vedere.

Commenti