Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

L’antidoto al male di vivere

Ieri sera, all’interno di un esaurito Teatro Sociale di Bergamo, si è svolto un incontro di pugilato sui generis: sul ring, infatti, non si sono sfidati due atleti, bensì due narratori/poeti, ovvero Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino Chinaski.
I due performer sono uniti da antica e solida amicizia e si sono sfidati a colpi di lettura di brani sia propri, sia dell’amico/avversario segnando i punti in base al gradimento del pubblico. I pezzi scelti per la lettura sono stati tratti da In clandestinità, libro da loro scritto a quattro mani.
Una cornice, quella della sfida scherzosa sul ring, probabilmente pensata per alleggerire il filo conduttore che ha unito i vari pezzi scelti per il reading: il male di vivere. Capossela e Chinascki, infatti, hanno messo in scena la loro difficoltà a vivere la vita, il loro personale disagio esistenziale tenuto a bada per mezzo di un antidoto che, nel corso degli anni, si è rivelato assai efficace: la loro amicizia. E, in definitiva, ciò che è stata rappresentata sul palco/ring del Teatro Sociale è proprio l’Amicizia, quella vera.
Una performance, quella di Capossela e Chinaski, non del tutto convincente: forse, paradossalmente, senza la cornice della sfida sul ring, i loro ricordi avrebbero assunto una consistenza più struggente e poetica in grado di imprimere nella memoria degli spettatori ben più di qualche battuta.
Al termine dell’incontro, i due amici sono stati salutati assai calorosamente dal pubblico.

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