Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Dallo sport alla danza


Ieri sera, nell'ambito della 21a edizione del Festival Danza Estate, è stato presentato al pubblico bergamasco Play dei Kataklò. Si tratta di uno spettacolo pensato in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino ed è un omaggio che i Kataklò rivolgono alle discipline olimpiche.
In rapida successione i danzatori si esibiscono in brevi quadri ognuno dei quali è dedicato a uno sport: il tennis, il nuoto sincronizzato, la box, il calcio, il rugby, la corsa, il bob, il ciclismo, lo sci, la formula1, l'atletica e la vela. Non mancano un quadro iniziale pensato per ricordare i gesti tipici del pubblico sportivo; uno dedicato al podio e quello finale al cerchio olimpico.
Le coreografie di Giulia Staccioli hanno piacevolmente sorpreso il pubblico, in quanto non sono state mai prevedibili. A seconda della disciplina omaggiata, la coreografa ne ha messo in risalto un dato aspetto che, non necessariamente, è quello peculiare alla disciplina.
Se del nuoto sincronizzato ha, ad esempio, sottolineato le figure che le nuotatrici riescono a realizzare con le gambe, costringendo le danzatrici a esibirsi a testa in giù; della box ha “esaltato” il ruolo delle corde del ring facendo esibire proprio loro; mentre del ciclismo ha messo in luce l'aspetto un po' nostalgico della sportività d'altri tempi, quella dei campioni non accecati dall'agonismo.
I quadri, però, sicuramente più suggestivi e coinvolgenti, sono stati quello dedicato alla ginnastica artistica, nel quale tre danzatrici hanno compiuto le loro evoluzioni accompagnate da una grossa palla “magicamente” sospesa per aria; quello in cui del tennis la solista ha messo in rilievo la classe dei movimenti; il quadro dedicato alla scherma in cui i gesti tipici hanno dato vita a un passo a due; quello in cui del rugby i danzatori hanno mimato solo la danza rituale; quello in cui si è ricordata la vela e l'altro in cui si è “riprodotta” la velocità dello sci paradossalmente stando fermi in un punto; quelli acrobatici che riproducevano la corsa e il salto con l'asta e l'ultimo dedicato al cerchio olimpico.
Uno spettacolo magico ottimamente interpretato da tutti i danzatori: Maria Agatiello, Elisa Bazzocchi, Paolo Benedetti, Eleonora Di Vita, Leonardo Fumarola, Serena Rampon, Marco Ticli e Marco Zanotti.

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