Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Una Madre Coraggio rap

Madre Coraggio di Bertolt Brecht per la regia di Cristina Pezzoli e l'interpretazione di Isa Danieli è davvero un bellissimo spettacolo.
La regia punta sugli attori e sui meccanismi metateatrali. Per quanto riguarda questi ultimi, la scena unica di Bruno Buonincontri pare determinante: un palcoscenico fortemente, “pericolosamente” inclinato che, all'occorrenza, si solleva (a mo' di ponte levatoio) e diventa sipario. Ai lati del palcoscenico, a vista, le macchine sceniche. Al centro del palco il carro di Madre Coraggio. Sul fondo, un sipario/fondale rattoppato. Nessun altro elemento che possa aiutare il pubblico a determinare il luogo in cui l'azione di svolge: in fondo, pare dire la regista, ogni luogo, in tempo di guerra, è uguale a un altro, fatto com'è di macerie e di nulla.
Agli elementi metateatrali, usati in funzione straniante, si affiancano le musiche di Pasquale Scialò: canzoni assolutamente contemporanee, con tanto di rap, che non solo narrano parti della vicenda, ma, in una in particolare, rimandano alla contemporaneità italiana.
Da notare, anche, l'uso dei dialetti italiani, non con intento folkloristico, ma universalistico: la guerra è una faccenda sporca e dolorosa ovunque e per chiunque.
A dar vita alla vicenda di Madre Coraggio un gruppo di attori molto affiatato capitanati dalla bravissima Isa Danieli, una Madre Coraggio determinata a portare a casa sia la vita dei propri figli (cui non smette di elargire consigli – inascoltati – su come fare a scampare alla morte), sia sufficienti denari per potersi sottrarre alla miseria e dare una dote alla figlia muta. Accanto a Isa Danieli i bravi Alarico Salaroli (il cappellano),  Marco Zannoni (il cuoco), Matteo Cremon (il figlio aitante e combattivo), Yang Shi (l'altro figlio maschio di Madre Coraggio) e tutti gli altri interpreti.
Toccante l'ultima sequenza, quella dell'uccisione di Kattrin (l'espressiva Xenia Bevitori): scesa in platea per suonare il tamburo/allarme in modo da avvisare gli abitanti della città, ella viene uccisa e cade morta nella platea stessa. La Madre, in piedi sul proscenio, chiede agli spettatori di portarle la figlia in modo da poterle cantare un'ultima ninna nanna. Alcuni spettatori pietosi, si sono alzati, hanno sollevato l'attrice e l'hanno sistemata davanti alla Madre.
Spettacolo da vedere.

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