La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Una Madre Coraggio rap

Madre Coraggio di Bertolt Brecht per la regia di Cristina Pezzoli e l'interpretazione di Isa Danieli è davvero un bellissimo spettacolo.
La regia punta sugli attori e sui meccanismi metateatrali. Per quanto riguarda questi ultimi, la scena unica di Bruno Buonincontri pare determinante: un palcoscenico fortemente, “pericolosamente” inclinato che, all'occorrenza, si solleva (a mo' di ponte levatoio) e diventa sipario. Ai lati del palcoscenico, a vista, le macchine sceniche. Al centro del palco il carro di Madre Coraggio. Sul fondo, un sipario/fondale rattoppato. Nessun altro elemento che possa aiutare il pubblico a determinare il luogo in cui l'azione di svolge: in fondo, pare dire la regista, ogni luogo, in tempo di guerra, è uguale a un altro, fatto com'è di macerie e di nulla.
Agli elementi metateatrali, usati in funzione straniante, si affiancano le musiche di Pasquale Scialò: canzoni assolutamente contemporanee, con tanto di rap, che non solo narrano parti della vicenda, ma, in una in particolare, rimandano alla contemporaneità italiana.
Da notare, anche, l'uso dei dialetti italiani, non con intento folkloristico, ma universalistico: la guerra è una faccenda sporca e dolorosa ovunque e per chiunque.
A dar vita alla vicenda di Madre Coraggio un gruppo di attori molto affiatato capitanati dalla bravissima Isa Danieli, una Madre Coraggio determinata a portare a casa sia la vita dei propri figli (cui non smette di elargire consigli – inascoltati – su come fare a scampare alla morte), sia sufficienti denari per potersi sottrarre alla miseria e dare una dote alla figlia muta. Accanto a Isa Danieli i bravi Alarico Salaroli (il cappellano),  Marco Zannoni (il cuoco), Matteo Cremon (il figlio aitante e combattivo), Yang Shi (l'altro figlio maschio di Madre Coraggio) e tutti gli altri interpreti.
Toccante l'ultima sequenza, quella dell'uccisione di Kattrin (l'espressiva Xenia Bevitori): scesa in platea per suonare il tamburo/allarme in modo da avvisare gli abitanti della città, ella viene uccisa e cade morta nella platea stessa. La Madre, in piedi sul proscenio, chiede agli spettatori di portarle la figlia in modo da poterle cantare un'ultima ninna nanna. Alcuni spettatori pietosi, si sono alzati, hanno sollevato l'attrice e l'hanno sistemata davanti alla Madre.
Spettacolo da vedere.

Commenti