Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

Quella gran bugiarda di Paolo Poli

È un libro delizioso Siamo tutte delle gran bugiarde, conversazione tra Paolo Poli e Giovanni Pannacci, edito da Giulio Perrone Editore. Un libro che si legge in un soffio e con il sorriso sulle labbra.
Definire il volume la biografia del grande attore Paolo Poli è assolutamente improprio e fuorviante: della biografia artistica (e personale) di Poli c'è poco. Eppure nel libro c'è tutto Paolo Poli: la sua straripante personalità, i suoi incantevoli virtuosismi da civetta, da ballerina di fila (sua celebre auto-definizione), il suo aggraziato sbeffeggiamento dell'ordine costituito, la sua sapiente provocazione al perbenismo imperante, il suo celebre anticlericalismo (“Trovo pessimo che il Papa ogni giorno ci faccia conoscere il suo pensiero”).
C'è tutto Paolo Poli e, a ben vedere, non potrebbe essere altrimenti: così come sulla scena i suoi spettacoli sono un tripudio di fantasia tutta riconducibile al suo genio e alla sua vasta cultura, così il libro non poteva non essere Poli-centrico.
Un uomo, Paolo Poli, ormai ottantenne ma che nello spirito e nei modi è ancora un ragazzino cui piace divertirsi (“Rimpianti non ne ho e neanche rimorsi. Io mi son divertito”).
Una lettura che si consiglia non solo a coloro che amano il teatro e, nello specifico, quello “leggero” (e intelligente), ma proprio a chiunque (abbia o non abbia mai visto uno spettacolo di Paolo Poli).

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